Vincenzo Scifo con la maglia del Belgio

Road 2 Russia – Highlights mondiali | Belgio, Vincenzo Scifo

Il Belgio ha attraversato, calcisticamente parlando, momenti positivi e periodo di vacche magre. Attualmente, forte di una generazione assai talentuosa, la selezione dei Diavoli Rossi appare come una delle possibili grandi protagoniste della Coppa del Mondo.

Tornando indietro nel tempo… l’acme? La giornata indimenticabile? Difficile non citare il duello che va in scena a León, in Messico, il 15 giugno del 1986. Il Belgio si è qualificato alla fase a eliminazione diretta a fatica, terza in un girone non proprio impossibile: sconfitta col Messico, vittoria “inevitabile” con l’Iraq e pareggio col Paraguay. Agli ottavi il face-to-face è da brividi: c’è l’Unione Sovietica allenata da Valeriy Lobanovskiy, l’Armata Rossa plasmata dalla Dinamo Kiev che di sicuro intende lasciare un segno nel torneo. Alla ribalta, per il Belgio, c’è un giovanissimo centrocampista offensivo che si sta affacciando alla ribalta internazionale…

I ragazzi di Guy Thys possono contare anche sul portiere Jean-Marie Pfaff, uno dei migliori in Europa, che però al 27′ rimane di sasso di fronte alla cannonata di Igor Belanov, in giornata di grazia. Il primo round della sfida va ai sovietici. Nella ripresa l’URSS sembra riuscire ad amministrare il vantaggio, ma al 56′ quel talento accennato sopra, dal ciuffo nero che rivela origini un po’ più a Sud di Bruxelles, viene dimenticato dai corazzieri della retroguardia avversaria e infila il temutissimo Rinat Dasaev con una staffilata sottomisura. Gol di Vincenzo Scifo, 1-1. Un quarto d’ora dopo è ancora Belanov, da bomber provetto, a riportare avanti l’Unione Sovietica. Al 77′, Stéphane Demol inventa un lancio a campanile che atterra docilmente sul petto di Jan Ceulemans, altro fuoriclasse belga dalla carriera invidiabile, pur spesa tutta in patria. Il giocatore stoppa la palla, sfruttando un’altra falla nella difesa sovietica, Dasaev è battuto: 2-2 e si va ai supplementari.

Qui entrano in scena nuovi interpreti. Al minuto 102′ “Il Piccolo Principe” Franky Vercauteren batte un corner corto verso Scifo; il regista pennella un cross che plana proprio sulla testa di Demol, che infila alle spalle del portiere avversario. 3-2 per il Belgio, la gioia per il 22enne difensore è incontenibile. In seguito il titanico Demol giocherà brevemente nel Bologna, senza impressionare e non diventando mai una stella di prima grandezza. Non è finita a León, perché nel secondo tempo supplementare, dopo un’occasione divorata da Veyt, arriva la gloria. Corner del solito Vercauteren, che stavolta la butta in mezzo senza pensarci troppo. “Liscio” di un difensore sovietico, palla raccolta da Ceulemans che avvia un’azione che si conclude con un palleggio aereo di Clijsters che permette a Nico Claesen di battere a rete. 4-2! A nulla serve il rigore concesso all’URSS, trasformato con una conclusione potentissima del solito Belanov che quasi sfonda la rete e, magra consolazione, si porta a casa il pallone in virtù dell’hat-trick.

Il Belgio passa e, dopo aver eliminato ai rigori la Spagna, si ferma in semifinale contro l’Argentina, futura vincitrice del titolo. Per Scifo è il primo dei quattro Mondiali disputati con la casacca rossa. Un numero 10 classico apprezzato anche in Italia, prima con l’Inter e, a maturità raggiunta, nel Torino; qualcuno gli imputa di aver raccolto poco in proporzione al suo talento, ma rimane comunque uno dei migliori giocatori mai espressi dal panorama calcistico belga.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...