Hugo Meisl, figura di spicco del calcio austriaco

Road 2 Russia – Highlights mondiali | Austria, Hugo Meisl

E pensare che, per qualche anno, l’Austria ha rappresentato la massima espressione del calcio europeo, se non mondiale. Assieme all’Ungheria di Puskas e l’Olanda di Cruijff, probabilmente il Wunderteam guidato da Hugo Meisl costituisce la nazionale più forte a non aver alzato una Coppa del Mondo.

Chi è Hugo Meisl? Il suo nome forse è familiare per gli amanti del calcio antico, ma i motivi per approfondire la sua conoscenza sono molteplici. Dopo una breve carriera da calciatore spesa nel Vienna Cricketer – che ha la curiosità di essere il secondo club più antico dell’Austria per… un giorno di differenza rispetto alla fondazione del First Vienna – si è dedicato all’arbitraggio, contribuendo inoltre alla costituzione della federcalcio austriaca. Il suo impegno in quell’epoca pionieristica riceve presto un importante riconoscimento: nel 1912, poco più che trentenne, viene nominato selezionatore della Österreichische Fußballnationalmannschaft. Siamo agli albori dell’esplosione del calcio danubiano, che vede come assolute protagoniste del pallone europeo l’Austria, la Cecoslovacchia e l’Ungheria. Meisl si ritrova a disposizione molti giocatori di talento, ma capisce che per portare Das Team alla svolta occorre un’evoluzione rispetto agli schemi in voga nel panorama calcistico. Essenzialmente ci riferiamo al sistema di Herbert Chapman, ovvero il “WM” messo a punto dal geniale allenatore dell’Arsenal, e il metodo di Vittorio Pozzo, il “WW” che farà la fortuna degli Azzurri e anche del Bologna. Meisl decide di attingere da entrambe le tattiche, creando l’embrione del calcio totale, con i giocatori che puntano sul possesso palla e sull’interscambio dei ruoli in campo.

Il risultato? Grazie a interpreti di spessore, come il “Mozart del calcio” Matthias Sindelar, gli austriaci si presentano ai nastri di partenza di Italia ’34 con buone prospettive. Dopo aver superato Francia e Ungheria, in semifinale i bianconeri si arrendono ai padroni di casa (1-0, Guaita) e perdono anche la finalina contro la Germania. Alle Olimpiadi del 1936 stessa sorte: è l’Italia a infrangere i sogni di gloria, questa volta nella finale disputata allo Stadio Olimpico di Berlino. Al 70′ Annibale Frossi porta in vantaggio gli Azzurri; pareggia Karl Kainberger poco dopo, ma è ancora l’occhialuto e talentuoso Frossi a violare la porta austriaca, a tempo scaduto. Alla XI edizione dei Giochi Olimpici il geniale Meisl è coadiuvato da un tecnico inglese, Jimmy Hogan.

Nel 1938 il sipario su questa grande squadra è già calato a seguito dell’Anschluss; alcuni giocatori austriaci accettano di confluire nella selezione tedesca, mentre altri (tra i quali Sindelar) preferiscono mancare l’appuntamento iridato. Dove la Germania, guidata da Sepp Herberger, viene eliminata al primo turno dalla Svizzera.

Meisl, dal canto suo, non ebbe modo di assistere alla vivisezione della sua creatura, poiché rimase vittima di un arresto cardiaco nel 1937.

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