Tim Cahill, Giappone-Australia, Germania 2006

Road 2 Russia – Highlights mondiali | Australia, Tim Cahill

La nazionale di calcio dell’Australia ha vissuto per anni in una sorta di limbo. Confinata in meccanismi di qualificazioni alquanto complessi, si è sempre trovata nella condizione di non potersi misurare con grandi nazionali. Per rendere l’idea, in assenza di una federazione oceanica, i Socceroos hanno dovuto affrontare per anni dei turni di qualificazione composti da sfide contro nazionali non più accettate dalle rispettive organizzazioni calcistici. Il primo acuto è arrivato nel 1974, dove i gialloverdi riescono a spuntarla nel calderone dei gironi australasiatici e battono Iran e Corea del Sud in un doppio spareggio. Poi, a Germania ’74, gli australiani escono al primo turno senza segnare una rete.

Bisogna aspettare il 2006 per vedere l’Australia di nuovo sul palcoscenico della Coppa del Mondo. Nel frattempo, la formazione dell’OFC non ha giovato molto al movimento calcistico australiano, in discreta ascesa. I turni di qualificazione diventano una farsa (vedi goleade pazzesche contro arcipelaghi di poche migliaia di anime) che si conclude con spareggi contro le “sfortunate” delle altre federazioni. In vista dei mondiali teutonici, la “sfida della vita” arride agli australiani, che ai rigori si sbarazza dell’Uruguay grazie alle parate di Schwarzer.

In terra tedesca, l’Australia si presenta con una rosa discreta, dove spiccano numerosi giocatori presenti nelle massime divisioni dei campionati europei. Uno di questi è Tim Cahill, centrocampista col vizio del gol. Dopo una lunga gavetta nel Milwall, il buon Tim (Timothy Filiga all’anagrafe, per sottolineare le sue origini samoane) si sta imponendo come uno dei migliori giocatori dell’Everton. Nelle prime due stagioni con i Toffees ha segnato già venti reti. Ma c’è da rompere un tabù, l’Australia nei mondiali è a secco.

Prima gara, il Giappone. Sfida tra vicini di federazione. Pronti via, il calabro-nipponico Nakamura gonfia la rete, e il match si avvicina alla conclusione con il Sol Levante pronto a festeggiare. Hiddink poco dopo l’inizio della ripresa manda in campo Cahill al posto di Bresciano, e i risultati si vedono negli ultimi cinque minuti: doppietta fantastica e assist per Aloisi (sì, quello della Cremonese) per un 3-1 che passa alla storia. Contro il Brasile poi non c’è molta storia (0-2) ma il provvidenziale pareggio contro la Croazia (2-2) permette agli oceanici di centrare un clamoroso passaggio del turno.

Agli ottavi c’è l’Italia, e qui si apre una parentesi controversa. L’Australia mette le briglie agli Azzurri, rimasti peraltro in dieci a causa dell’espulsione di Materazzi. Quando la partita sembra destinata ai supplementari, Grosso cade in area e l’arbitro assegna un dubbio rigore trasformato da Totti. Il cielo sarà azzurro sopra Berlino, ma Lippi quella notte lo avrà sognato attraversato da canguri.

Finalmente l’AFC accoglie l’Australia tra i propri membri, permettendo ai Socceroos di evitare inutili trasferte sull’isola di Tonga, magari lasciando pure qualche speranziella ad altre compagini vogliose di mettersi in mostra come la Nuova Zelanda e la Nuova Caledonia. Nelle edizioni 2010 e 2014 l’Australia non si ripete, fermandosi alla fase a gironi, ma Cahill si conferma “uomo più” segnando tre gol (vs Serbia nel 2010 e vs Cile e Paesi Bassi nel 2014). I Socceroos saranno presenti a Russia 2018: classe ’79, Tim è ancora attivo ed è una leggenda vivente della sua nazionale, che guida da recordman di reti.

 

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