L'attaccante angolano Akwá.

Road 2 Russia – Highlights mondiali | Angola, Akwá

L’Angola e il calcio: non è un connubio che salta facilmente alla mente degli appassionati del pallone, se non quello arancione a spicchi. Nel basket l’Angola è tra le migliori a livello continentale e dal 1992 non salta un’Olimpiade, mentre per quanto riguarda il calcio la situazione è sempre stata poco brillante. Il 12 ottobre del 2003, allo stadio di N’Djamena, iniziano le qualificazioni per Germania 2006. Gli angolani vanno a perdere 1-3 in Ciad, tripletta di Oumar, attaccante del Canon Yaoundé. Unico exploit della sua carriera internazionale. L’avventura mondiale dei rossoneri sembra già volgere al termine, ma in casa l’Angola si impone per 2-0 e grazie al gol in trasferta che vale doppio si passa alla fase a gruppi.

Nel girone delle pantere ci sono l’Algeria e la Nigeria e sembra che l’eliminazione sia soltanto rimandata; al massimo potrebbe scapparci un piazzamento utile per raggiungere la Coppa d’Africa. Invece, guidati da i gol di Akwá, i rossoneri passano al primo posto nel girone e grazie alla classifica avulsa si lasciano alle spalle proprio la forte Nigeria, sconfitta per 1-0 in casa grazie proprio a una rete del suo bomber. Akwá, al secolo Fabrice Alcebiades Maieco, è l’unica stella di una nazionale storicamente debole. E non parliamo di una superstar, dal momento che gioca nel campionato qatariota e in passato, al massimo, ha collezionato qualche presenza nel Benfica di Claudio Paul Caniggia, nella metà degli anni Novanta. Le performance nel campionato portoghese (soprattutto nella seconda serie) gli permettono comunque finire presto al centro dell’attenzione nel suo paese, e così nel 2003 Akwá è già un veterano con decine di presenze e gol in nazionale.

L’entusiasmo per la qualificazione a Germania 2006 è grande. Ironia della sorte, l’urna mette l’Angola nello stesso girone del Portogallo, del quale era stato una colonia. Le altre due sono Messico e Iran; le speranze che la favola continui sono poche, ma non pari a zero.

L’11 giugno del 2006, a Colonia, i lusitani vanno in gol quasi subito grazie a Pauleta, ma non riescono più a gonfiare la rete avversaria. Agli ordini del CT Luis de Oliveira Gonçalves ci sono altri elementi di discreta esperienza come l’attaccante Mantorras e il centrocampista Figuereido, ma si tratta sempre di mestieranti della massima serie portoghese. Ad Hannover, i rossoneri tengono duro contro il Messico: non segnano, ma stavolta riescono a mantenere la porta involata. Contro il modesto e già eliminato Iran serve la vittoria condita da molti gol per sperare il passaggio del turno; Akwá non incide e lascia il posto a Flavio Amado da Silva, che realizza il primo gol mondiale degli angolani. Le speranze delle Palancas Negras si spengono sulla beffarda rete di Bakhtiarizadeh a un quarto d’ora dal termine, che fissa il risultato sul definitivo 1-1.

L’Angola cede il passo al Messico e torna a casa. Per Akwá, che rimane comunque il miglior realizzatore della sua nazionale, il futuro riserva ancora successi sia in Qatar che in patria, fino al ritiro avvenuto nel 2009. Tuttavia, grazie a lui, il calcio angolano ha assaporato la Coppa del Mondo.

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