Lakhdar Belloumi contro Schumacher

Road 2 Russia – Highlights mondiali | Algeria, Lakhdar Belloumi

Rabah è il predestinato. O meglio, nel 1982 è ancora un prospetto di belle speranze, ancora non sbarcato in Europa. La leggenda del Tacco di Allah (viva la fantasia) è ancora lungi dal manifestarsi. Si porterà dietro un trionfo in Coppa dei Campioni, un mancato trasferimento all’Inter, una bella Coppa d’Africa vinta in età matura.

Tuttavia, ma il gol più importante del panorama calcistico algerino non lo segna Madjer. O almeno, non quello decisivo. Torniamo al 1982, quando la FIFA allarga gli orizzonti e permette a due squadre africane e due asiatiche di partecipare. L’Algeria e il Camerun sono coloro che, nelle qualificazioni, hanno staccato il biglietto per la terra iberica. Così, allo stadio El Molinon di Gijon, la compagine nordafricana si ritrova ad affrontare, nel match di apertura del Mondiale, una Germania Ovest volenterosa di lasciare il segno nella competizione. Ovvero, vincerla e tornare ad alzare la coppa già conquistata nel 1954 e nel 1974. Intendiamoci, gli algerini non sono gli ultimi arrivati; ben quattro titolari giocano all’estero, in rosa ci sono giocatori di buona esperienza. Ma il gap sembra incolmabile.

Lakhdar Belloumi è uno dei migliori elementi, a livello persino continentale. Centrocampista dalle spiccate doti offensive, fresco del titolo di Giocatore Africano dell’Anno (1981), è nel mirino di club europei che contano di strapparlo dal misconosciuto GC Mascara, dove milita da tempo, fatta eccezione per due parentesi in altre squadre algerine. La sua figura esile e riccia, al cospetto dei colossi teutonici, dà l’impressione di non poter scalfire quel muro di carne, tecnica e precisione. Tuttavia i tedeschi non brillano per concretezza, e si fa riposo sullo zero-a-zero. Nella ripresa, un elegante e rapido contropiede dei biancoverdi mette proprio Belloumi di fronte a Schumacher, bravo a chiudergli lo specchio della porta. Il pallone comunque prende una traiettoria pericolosa; Madjer si avventa come un falco sulla respinta e porta in vantaggio i ragazzi del CT Mekhloufi. Al 68′ Magath serve a Rummenigge il pallone del pareggio, e l’ordine naturale delle cose sembra ristabilirsi. Nemmeno il tempo di espirare il sollievo che, sul capovolgimento di fronte, Assad infila un beffardo traversone che Belloumi, stavolta freddo, colloca di giustezza alle spalle del futuro assassino di Battiston. Estasi. Finisce 2-1 per loro.

Potrebbe essere l’inizio della prima grande favola del calcio africano, ma un presunto biscottino austro-teutonico costringe l’Algeria a concludere il girone al terzo posto, a pari merito con le due inquiline centro-europee dei piani superiori. La differenza reti parla chiaro, nonostante le due vittorie su tre messe in cascina. Sarà che i tedeschi contro gli austriaci si siano limitati? Non lo sapremo mai. Belloumi, messosi comunque in grande evidenza, non lascia il calcio algerino, se non per una breve escursione verso i petrol-dollari qatarioti. Si ritira nel 1989 partecipando a un altro mondiale… quello di Futsal, il primo della storia organizzato dalla FIFA.

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