Allan Simonsen posa con la maglia del Barcellona

Allan Simonsen, il Re di Coppe

Tra i vincitori del Pallone d’oro, il danese Allan Simonsen occupa la casella dell’anno 1977. Non tutti ricordano le imprese di questo giocatore, che oggi compie 64 anni essendo nato il 15 dicembre del 1952 in quel di Vejle.

Allan Simonsen, specialista della Coppa UEFA
Allan Simonsen, specialista della Coppa UEFA

Il periodo d’oro di Simonsen, uomo del nord atipico essendo alto un metro e 66, è connesso all’epopea del Borussia Moenchengladbach degli anni ’70. Si tratta di una squadra che vive il momento migliore della propria storia, imponendosi in Europa grazie alla spettacolarità del gioco. Simonsen viene pescato nel Vejle BK; le sue qualità di attaccante piccolo e imprendibile sono già note ai selezionatori della Nazionale danese, in quanto alle Olimpiadi del 1972 il ragazzo realizza una doppietta contro il Brasile. Dopo due stagioni di rodaggio, diventa titolare anche nella Bundesliga e forma un tridente da record assieme al connazionale Henning Jensen e al veterano Jupp Heynckes. Nell’annata 1974-75 il trio realizza la bellezza di 58 gol, permettendo ai bianconeri di vincere il campionato. Impresa che si ripete anche nelle due stagioni successive, dando vita a un ciclo che vede i teutonici vincere anche la Coppa nazionale e ben due Coppe UEFA. Il Pallone d’oro, insomma, è più che meritato; manca solo l’affermazione in Coppa dei Campioni, dove nel 1977 i sogni del Gladbach vengono infranti dal Liverpool. Gli inglesi vincono 3-1, la rete del momentaneo 1-1 è proprio della “farfalla danese”. Come detto, la specialità del Borussia è la Coppa UEFA: nelle finali Simonsen fa sentire la sua presenza, segnando due reti al Twente (1975) e quella decisiva alla Stella Rossa (1979).

Simonsen in UK con la casacca del Charlton
Simonsen in UK con la casacca del Charlton

All’apice della carriera arriva il trasferimento in uno dei club più prestigiosi della storia: il Barcellona. Maturo e al top della forma, si impone come protagonista di una squadra da rifondare; nella stagione 1979-80 sigla 10 reti, relegando in secondo piano bomber di razza come Hans Krankl e Roberto Dinamite. L’annata successiva vede un Barça rinforzato dagli ingaggi di Bernd Schuster e dell’esperto attaccante Quini; in campionato si stenta, ma arriva una Coppa di Spagna che permette ai catalani di accedere alla Coppa delle Coppe. In questo modo torna il Simonsen famelico di successi europei: i Blaugrana raggiungono la finale, che si disputa proprio al Camp Nou. L’avversario è lo Standard Liegi, che passa in vantaggio dopo pochi minuti; i gol di Simonsen e Quini ribaltano il risultato. Il danese si fregia di un record ancora imbattuto: è l’unico giocatore ad aver segnato nelle finali delle tre maggiori competizioni europee.

Con l’arrivo di Diego Armando Maradona, per Allan è tempo di cambiare aria. Disputa una stagione nella serie cadetta inglese, realizzando 9 reti in 16 presenze con la maglia del Charlton Athletic. Poi decide di tornare al Vejle e di concentrarsi sulla Nazionale danese, che guida senza troppa fortuna in occasione di Euro ’84, dove si infortuna a inizio torneo, e Messico ’86, dove colleziona solo un’apparizione. Da notare che nel 1984 i danesi esordiscono in una grande competizione e, anche senza di lui, raggiungono sorprendentemente la semifinale. Simonsen si ritira nel 1989, con oltre 200 reti a referto più sette campionati e cinque coppe in bacheca.

Messico '86, Rummenigge e Simonsen scrutano l'orizzonte
Messico ’86, Rummenigge e Simonsen scrutano l’orizzonte

In seguito allena dal 1991 al 1994 il suo Vejle BK, senza brillare e incappando in una retrocessione. Poi si specializza nel ruolo di commissario tecnico di nazionali nelle quali, senza scherzare troppo, avrebbe potuto giocare da titolare pur avendo un’età avanzata. Positivo il suo percorso alla guida delle Isole Fær Øer (1994-2001); contando il tasso tecnico della squadra, centra alcuni incoraggianti successi contro San Marino, Malta, Estonia, Liechtenstein e Lussemburgo, più una serie di pareggi di lusso. Nel 2001 passa proprio alla guida del Lussemburgo, ma qui il miracolo non viene replicato in quanto la squadra è in crisi nera per il ricambio generazionale. Lascia il Granducato nel 2004, dopo aver collezionato un mare di sconfitte. A prescindere da quest’esperienza, Simonsen rimane uno dei campioni più popolari degli anni ’70 e, senza troppe discussioni, tra i giocatori danesi più forti di sempre assieme al portiere Peter Schmeichel e i fratelli Brian e Michael Laudrup, arrivati qualche anno dopo di lui.

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