Mario Frick (Liechtenstein)

Für Gott, Fürst und Vaterland: storia della Nazionale del Liechtenstein

Sabato (12 novembre) l’Italia scenderà in campo allo stadio Rheinpark di Vaduz per affrontare il Liechtenstein. Esattamente come San Marino, Andorra e le Isole Fær Øer, la Nazionale liechtensteinese è tra le veterane delle selezioni-materasso delle qualificazioni alla Coppa del Mondo e agli Europei. Parliamo di un Principato con circa 37 000 abitanti, e di conseguenza il bacino d’utenza dal quale si può attingere è molto ridotto. Inoltre, da quelle parti non esiste nemmeno un campionato e si gioca solo la Liechtensteiner-Cup. La particolarità di questo trofeo sta nel fatto che esistono solo sette squadre, e pertanto i club possono schierare più formazioni per arrivare a quota diciotto. Nonostante ciò, la vincitrice del trofeo può partecipare alle competizioni UEFA; un tempo alla Coppa delle Coppe, adesso all’Europa League. Dal 1998 il Vaduz ha imposto una dittatura, eccezion fatta per la stagione 2011-12. Questa squadra milita nel campionato svizzero, come gli altri principali club del Liechtenstein che rispondono al nome di Balzers, Triesen ed Eschen/Mauren.

La nazionale vera e propria è nata abbastanza tardi e ha esordito nel 1981 pareggiando 1-1 contro Malta in un’amichevole disputata in Corea del Sud. Sarebbe interessante sapere perché abbiano giocato a Seul, ad ogni modo si tratta di un incoraggiante “prima uscita” che lascia presagire a qualche soddisfazione futura. Due anni dopo arriva la prima gara ufficiale, dove la selezione alpina perde di misura contro la Svizzera, ma bisogna attendere gli anni Novanta per assistere alle prime prove serie. Il Liechtenstein rimanda l’esordio nelle qualificazioni fino alla prospettiva di partecipare a Euro ’96; l’esperienza si conclude con un punto – 0-0 contro l’Irlanda – e una prevedibile valanga di gol subiti. Non sono anni d’oro per i rossoblu, che sempre sul finire del 1996 rimediano un’umiliante 1-11 interno contro la modesta Macedonia. Nello stesso anno, avviene qualcosa di curioso da raccontare: spunta fuori un talento che – ovviamente! – gioca nel Vaduz, un centrocampista che vive nel Principato ma non possiede ancora il passaporto del Liechtenstein. Marcos Pérez Sancho viene comunque convocato per un’amichevole contro la Germania, dove realizza uno spettacolare gol ai danni dei Campioni d’Europa. I teutonici vincono 9-1, ma la prodezza rimane: peccato che Pérez si rifiuti in seguito di rinunciare alla cittadinanza spagnola e per questo non potrà più essere convocato in nazionale. Ciò non gli impedirà di vincere cinque Liechtensteiner-Cup. Le ultime notizie lo danno ancora attivo nelle serie minori sperdute tra le Alpi.

13 aprile 2013: Martin Buechel (a sin.) del Liechtenstein ha appena segnato alla Slovacchia
13 aprile 2013: Martin Buechel (a sin.) ha appena segnato alla Slovacchia

Tuttavia, piano piano inizia la risalita. I giocatori possono misurarsi con la lega elvetica, che tanto male non è, e iniziano a uscire fuori i primi elementi di un certo livello. Impossibile non iniziare con Mario Frick, il menhir della selezione alpina: discreto bomber di provincia in Italia, rappresenta per oltre vent’anni l’unica vera minaccia offensiva del Liechtenstein. Frick mette la firma nella prima partita vinta dalla sua nazionale, un 2-1 rifilato all’Azerbaigian nel corso delle qualificazioni per Euro 2000. La gloria arriva pochi anni più tardi, quando il Liechtenstein riesce a concludere il girone di qualificazione per Germania 2006 con ben otto punti, frutto di due vittorie contro il Lussemburgo e due clamorosi pareggi strappati contro Slovacchia e Portogallo. In questo modo, si risparmiano il “cucchiaio di legno del girone”.

Peter Jehle, veterano della selezione del Liechtenstein
Peter Jehle, veterano della selezione alpina

Tra gli aneddoti più curiosi c’è la sconfitta contro San Marino che, nel 2004, permette alla Nazionale del Titano di vincere la sua prima partita ufficiale. I rossoblu avranno modo di vendicare l’onta subita vincendo in seguito due amichevoli contro i “rivali”. Senza più Frick in attacco, il Liechtenstein oggi può contare su pochi giocatori di rilievo e i risultati non sono un granché: l’anno è iniziato con un pareggio a reti inviolate contro la debolissima Gibilterra. C’è ancora Peter Jehle, portiere e capitano di lungo corso dall’alto delle sue 123 presenze. Ha subito oltre 250 reti, ma è di gran lunga uno dei giocatori più importanti e affidabili: esordì proprio nel corso dell’epica vittoria contro gli azeri e nel 2013 ha parato un rigore permettendo alla sua squadra di pareggiare contro la Lettonia. A centrocampo spiccano Franz Burgmeier, altro veterano a quota nove reti in rossobli, e Sandro Wieser, 23enne giocatore del Reading. Menzione d’onore per l’empolese Marcel Buechel, mentre in attacco si attende l’esplosione di un certo Yanik Frick, classe ’98. La dinastia dei Frick rimane l’ancora di salvezza della selezione alpina. Non sappiamo ancora quanti gol prenderanno dall’Italia, ma ricordatevi che dietro ogni micro-nazionale c’è una storia che vale la pena di essere raccontata!

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