Jimmy Greaves al Chelsea

Jimmy Greaves, croce e delizia rossonera

Ci sono episodi che posso cambiare la storia; prendiamo l’ingaggio di Jimmy Greaves da parte del Milan avvenuto nel 1961. Il ragazzo in questione ha un biglietto da visita niente male: è il miglior attaccante inglese e poco più che ventenne ha già raggiunto quota cento reti nella massima divisione inglese. Si tratta chiaramente di un predestinato.

Nato a Londra il 20 febbraio del 1940, Greaves viene notato dagli osservatori del Chelsea e inizia la trafila giovanile. Realizza una marea di reti in poche stagioni e a diciassette anni è già pronto per esordire in prima squadra. Il 24 agosto del 1957 è in campo a White Hart Lane per sfidare il Tottenham Hotspurs. La gara finisce 1-1 e il giovane bomber londinese finisce sul tabellino dei marcatori. Non sarà di certo un’eccezione: conclude la prima stagione con un bottino di 22 reti e in quella successiva, segnandone dieci in più, conquista il titolo di capocannoniere del campionato, nonché ovviamente la convocazione in nazionale. Sono anni d’oro per Greaves, che in sole quattro annate realizza 132 reti; non si può dire altrettanto per le sorti del Chelsea, club che rimane a galla solo grazie alle imprese del suo giovane campione.

Un giovanissimo Greaves con la casacca del Chelsea (1957)
Un giovanissimo Greaves con la casacca del Chelsea (1957)

Nel 1961, per Greaves è tempo di fare il salto di qualità. L’ambizioso Milan punta in alto e, partito l’anziano Ghito Vernazza, è alla ricerca di una stella da affiancare a José Altafini. Greaves viene pagato 80,000 sterline e riceve un ingaggio piuttosto alto. Nonostante ciò, sbarcato a Milano, all’ultimo momento l’attaccante chiede di far saltare l’accordo in quanto non se la sente di lasciare Londra. Jimmy non ha ancora elaborato un terribile lutto che lo ha colpito, ovvero la morte prematura del suo primogenito. Gipo Viani, storico direttore tecnico dei rossoneri, non concede ripensamenti al suo nuovo acquisto. Dovendosi fare da parte per problemi al cuore, affida il nuovo talento dei rossoneri alle cure di Nereo Rocco.

Con queste premesse, a Milano per Greaves si profilano tempi duri. Abituato a una vita libera da regole, non entra in sintonia con mister Rocco, che punta tutto sul gruppo e sulla disciplina. In campo l’asso londinese è anarchico e gioca alla sua maniera; fuori, non si risparmia nello sperimentare le attrazioni notturne della città meneghine. Non mancano le occasioni nelle quali il tecnico triestino manifesta insofferenza per il suo nuovo diamante da sgrezzare: “Sto mona de inglisc, xe bravo solo quando xe facil. Quando xe ora de sofrir, el salpa per la sua isola!” Ma iragazzo fa impazzire tutte le logiche e realizza ben 9 reti in 10 apparizioni in campionato, colpendo anche l’Inter in occasione del derby. Viene accusato di limitarsi a buttare la palla in rete senza partecipare alla manovra. Il fattaccio che rompe il fragile idillio avviene nel corso di un match contro la Sampdoria. Greaves reagisce allo sputo di un avversario con un calcione che viene sanzionato dal direttore di gara. Sugli sviluppi della punizione, i blucerchiati segnano il gol del pareggio, e un infuriato Rocco riempie l’inglese di improperi nonostante avesse giocato una buona partita. Il Milan cola a picco, e nonostante Greaves sia il miglior marcatore le cose non funzionano. Prima di una gara contro il Lecco, fugge dall’albergo e si ripresenta solo il giorno dopo all’ora di pranzo. Per Rocco è troppo: alla prima occasione, senza troppi complimenti, Jimmy viene messo sulla lista dei trasferimenti e al suo posto arriva il mite e compassato brasiliano Dino Sani. Con il suo apporto, i rossoneri si risollevano e vanno persino a vincere il campionato.

Greaves e il Milan, un amore mai sbocciato (1961)
Greaves e il Milan, un amore mai sbocciato (1961)

Ovviamente l’attaccante londinese è assai bramato dai club inglesi. La spunta il Tottenham Hotspurs, che se lo assicura per la bizzarra cifra di 99,999 sterline. Il motivo? Evitargli la spada di Damocle di essere il primo giocatore pagato 100,000 sterline. Il sodalizio tra Greaves e gli Spurs nasce sotto i migliori auspici, con le consuete valanghe di gol. Arrivano i primi trofei, tra i quali spicca il successo in Coppa delle Coppe nel 1963. A Rotterdam i londinesi si impongono con un roboante 5-1 nella finale contro l’Atletico Madrid e Jimmy contribuisce con una doppietta. Pur non riuscendo a vincere il campionato inglese può vantare il titolo mondiale vinto dall’Inghilterra nel 1966. Tuttavia gioca titolare solo per metà competizione, a causa di un infortunio avvenuto nella terza gara contro la Francia. Nulla di grave, ma quando il suo sostituto Geoff Hurst decide la sfida dei quarti di finale contro l’Argentina, Greaves è costretto a seguire il resto del torneo dalla panchina. L’esclusione dalla finale decisa dal commissario tecnico Alf Ramsey è un duro colpo per lui e rappresenta anche l’origine dei problemi di alcolismo che lo colpiscono in seguito. Lascia la Nazionale inglese l’anno dopo, con ben 44 reti in cascina in 57 apparizioni.

Greaves e il Mondiale del 1966: un trionfo agrodolce
Greaves e il Mondiale del 1966: un trionfo agrodolce

La carriera di Greaves inglese si conclude nel 1971, a soli 31 anni, dopo due stagioni nel West Ham. I suoi 366 gol complessivi lo tengono ancora in cima ai bomber della massima serie inglese; per ben sei volte è risultato il capocannoniere del torneo. Come accennato, la bottiglia prende il sopravvento e per due anni non fa altro che bere. Nel 1975 prova a tornare in campo e per circa un lustro riprende a giocare nelle serie minori inglesi, prima di ritirarsi definitivamente nel 1980 per combattere con successo la sua dipendenza.

Uscito dai guai, diviene un popolare giornalista e una presenza fissa della carta stampata e della televisione; solo con l’avvento della Premier League finisce un po’ nel dimenticatoio, in quanto le reti iniziano a richiedere un approccio più serioso. A causa di un ictus che lo ha colpito lo scorso anno non può più camminare; la notizia lo ha riportato al centro dei riflettori e numerosi esponenti del calcio inglese gli hanno manifestato incoraggiamenti e affetto. Segno che non è stato di certo dimenticato e ancora oggi la sua storia incuriosisce i tifosi rossoneri. Greaves in passato ha dichiarato che giocare a San Siro con la maglia del Milan è stato un grande onore, ma che non sarebbe mai riuscito ad abituarsi al livello di esasperazione con il quale è vissuto il calcio nella nostra penisola.

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