Nazionali di calcio che non esistono più (Parte I)

Facciamo un tuffo nel passato ripercorrendo la storia delle nazionali di calcio che non esistono più o hanno cambiato nome per ragioni geopolitiche. Oggi ci concentriamo sul continente europeo.

Boemia – Si tratta di una delle nazionali più antiche, facente parte del vecchio Impero austro-ungarico dove ogni nazione dello Stato aveva una propria rappresentativa. La Boemia ebbe vita breve e dopo la fusione con la Slovacchia lasciò spazio alla ben nota Nazionale cecoslovacca. La casacca della Boemia è stata indossata anche da Josef Bican, attaccante che secondo Rsssf risulta essere il miglior realizzatore di tutti i tempi con 1468 reti tra gare ufficiali e amichevoli.

Josef Bican della Boemia
Josef Bican

Cecoslovacchia – Esordì ufficialmente nel 1920 e nel corso degli anni si costruì una grande reputazione, culminata con la vittoria del Campionato europeo del 1976. I cecoslovacchi raggiunsero anche la finale della Coppa del Mondo nel 1934 e nel 1962. Sono davvero tanti i campioni che hanno vestito la casacca di questa squadra. Tra quelli più antichi possiamo citare il leggendario portiere Frantisek Planicka, la “rondine boema” che stupì il pubblico italiano nei Mondiali del 1934; impossibile poi non ricordare il trequartista Josef Masopust, Pallone d’oro nel 1962, e gli eroi dell’Europeo del 1974 come Zdenek Nehoda Antonin Panenka, l’autore del celebre cucchiaio dal dischetto che sancì la vittoria nella finale contro la Germania Ovest. La Cecoslovacchia ha chiuso i battenti nel 1993 dopo la separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia.

Frantisek Planicka della Cecoslovacchia
Frantisek Planicka

Comunità degli Stati Indipendenti – La CSI era costituita dai migliori rappresentanti delle ex repubbliche sovietiche e sostanzialmente nacque per partecipare agli Europei di Svezia 92. L’esito fu di due pareggi e una sconfitta; al termine della competizione, vennero fondate le nuove federazioni calcistiche dei paesi usciti dal blocco dell’URSS. Della rosa della CSI fecero parte alcuni elementi visti poi in Italia come Aleinikov, DobrovolskiKanchelksisKolyvanov, Mikhailichenko e Shalimov.

Sergei Yuran (a sin.) contro Adri van Tiggelen durante CSI-Paesi Bassi di Euro '92
Sergei Yuran (a sin.) contro Adri van Tiggelen durante CSI-Paesi Bassi di Euro ’92

Germania Est – La DDR nacque dal Muro di Berlino, ma a differenza dei fratelli occidentali non raggiunse risultati di rilievo, eccezion fatta per l’oro olimpico del 1976. Tuttavia, occorre ricordare che potevano schierare i propri titolari in quanto a Berlino Est non esisteva il professionismo. I “campioni del mondo delle amichevoli”, com’erano soprannominati, parteciparono solo al Mondiale del 1974, superando la prima fase grazie a una insperata vittoria contro la Germania Ovest. A decidere la sfida fu Jurgen Sparwasser, di gran lunga il giocatore più celebre di questa nazionale che ha vissuto fino al 1990.

Jurgen Sparwasser della Germania Est
Jurgen Sparwasser

Irlanda – L’antichissima Nazionale dell’isola di Irlanda vide la luce nel lontano 1882 e continuò a portare questo nome anche dopo la nascita dello Stato Libero d’Irlanda, fuori dalla corona britannica. Tecnicamente dal 1922 in poi questa nazionale ha rappresentato solo l’Irlanda del Nord, che ne eredita attualmente i risultati, ma solo nel 1954 ha preso il nome odierno. Il giocatore più rappresentativo dell’Irlanda del Nord quando ancora non si chiamava Irlanda del Nord risulta essere Billy Gillespie, notevole macchina da gol che si distinse per i suoi lunghi trascorsi (1911-1933) nello Sheffield United.

Jugoslavia – Nata nel 1920, la Nazionale dei “brasiliani d’Europa” si impose presto come una delle forze più tecniche del continente. Non a caso prese parte a ben otto edizioni della Coppa del Mondo e conquistò ben due argenti agli Europei e uno alle Olimpiadi. Forse è la nazionale più forte a non aver vinto nulla; nella lunga lista di giocatori di valore in cima c’è Dragan Dzajic, ala sinistra della Stella Rossa che negli anni ’60 e ’70 veniva annoverato tra i maggiori talenti mondiali. Nel 1992 la Jugoslavia passò dallo status di regno a repubblica socialista; ne nacque una nazionale con lo stesso nome e che venne esclusa da USA ’94 e da Euro ’96 a seguito delle sanzioni di guerra; tuttavia, si tratta dell’embrione della futura nazionale serba. Savicevic e compagni ebbero comunque moo di partecipare a Francia ’98.

Un undici jugoslavo a Spagna '82
Un undici jugoslavo a Spagna ’82

Saarland – Questa rappresentativa nacque nel 1950, quando il Saarland divenne un protettorato francese in territorio tedesco. Pur non essendo uno stato indipendente, ebbe modo di affiliarsi alla FIFA e di partecipare alle qualificazioni per il Mondiale del 1954. Ironia della sorte, vennero preceduti in classifica proprio dalla Germania Ovest alla quale si riunificarono al termine delle qualificazioni, quando la regione tornò sotto l’egida teutonica. Da ricordare il bomber Herbert Binkert, stella del Saarbrucken.

Herbert Binkert di Saarland
Herbert Binkert

Serbia e Montenegro – Tra la fine della Jugoslavia e la separazione della Serbia e del Montenegro troviamo questa nazionale “ibrida” che tecnicamente segue il percorso della storia della Jugoslavia. Rimase con questo nome dal 2002 al 2006. La sua partecipazione ai Mondiali del 2006 si concluse con tre sconfitte su tre, nonostante la presenza di giocatori come Dejan Stankovic.

Unione Sovietica – L’Armata Rossa esordì nel 1924 e nel corso degli anni fece sentire il proprio peso in numerose competizioni internazionali. Aldilà degli ori olimpici vinti nel 1952 e nel 1988 – sempre per la solita questione del non professionismo che avvantaggiava i paesi comunisti – i sovietici sono riusciti ad aggiudicarsi la prima edizione degli Europei nel 1960. Uomo simbolo indiscusso di quella selezione era il portiere Lev Jashin, unico estremo difensore ad aver conquistato un Pallone d’Oro. Questo premio in seguito verrà vinto anche da un’altra colonna del calcio dell’URSS, ovvero Oleg Blochin. Attaccante velocissimo e dal tiro fulminante, vinse innumerevoli trofei con la Dinamo Kiev incluse due Coppe delle Coppe e una Supercoppa Europea. L’ultimo acuto sovietico fu la finale di Euro ’88 persa contro Gullit e van Basten. Col crollo dell’URSS nel 1992 nacquero ben quindici nazionali, ma solo la Russia detiene i titoli sportivi dell’Armata Rossa.

Oleg Blochin inseguito da Sparwasser
Oleg Blochin inseguito da Sparwasser
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