Robbie Keane lascia la Nazionale irlandese

Anno 2000: l’Inter di Massimo Moratti ha un certo feeling con gli acquisti internazionali. Alcuni sono alquanto azzardati e penalizzano una squadra che potrebbe vincere molto con alcuni anni di anticipo rispetto agli sfracelli che farà Mourinho. Fatto sta che, grazie a un investimento da 31 miliardi del vecchio conio, i nerazzurri si assicurano le prestazioni di un ragazzino del quale si dice un gran bene: Robbie Keane. All’epoca si puntualizza che non è parente del furioso mediano dei Red Devils.

WORLD CUP, IRELAND V GERMANY. PIC ANDY HOOPERROBBIE KEANE SCORES FOR IRELAND
Ibaraki, 5 giugno 2002: Keane beffa Kahn al 92′, regalando il pari all’Eire

L’Inter di Marcello Lippi è ricca di talento e incognite. Il tecnico viareggino ha appena indotto il Divin Codino a passare al Brescia, Ronaldo è fermo ai box ma ci sono elementi del calibro di Bobo Vieri, Ivan Zamorano e Clarence Seedorf. Keane viene gettato presto nella mischia, e si distingue tra i migliori in campo nella Caporetto nerazzurra che costò l’eliminazione nei preliminari di Champions contro il modesto Helsingborg. In Supercoppa si presenta battendo Angelo Peruzzi con un pallonetto, ma la partita viene comunque vinta dalla Lazio; poi va a segno pure in Coppa UEFA e in Coppa Italia. L’idillio sembra pronto a sbocciare, ma qualcosa si inceppa: Lippi è sul banco degli imputati e viene esonerato e il nuovo allenatore Marco Tardelli decide che Alvaro Recoba è più utile di quell’irlandesino ancora acerbo. Paradossalmente, qualche anno più tardi, Tardelli finisce a lavorare come vice del Trap sulla panchina irlandese, ma questa è un’altra storia!

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Capitano sotto la neve

Tornando a quella stagione, i nerazzurri non sanno cos’è la pazienza e Keane torna in Inghilterra in prestito al Leeds United. La svolta è servita. Nel giro di pochi anni si trasforaò in un leader offensivo di tutto rispetto, facendo la fortuna del Leeds e soprattutto, in seguito, del Tottenham Hotspur. Il suo primo appuntamento importante – i Mondiali nippo-coreani del 2002 – viene superato alla grande, con un bottino di 3 gol in 4 partite. Purtroppo gli irlandesi devono rinunciare a Germania 2006 a causa del colossale furto della Francia negli spareggi, e Keane torna alla ribalta internazionale solo agli Europei del 2012 e del 2016. Ma nel frattempo, almeno a livello di club, ha modo di costruirsi una reputazione impeccabile, anche fuori dal campo. Amatissimo da tifosi e addetti ai lavori, complessivamente con gli Spurs la mette dentro ben 122 volte. Alterna anche parentesi discrete in club come Liverpool Celtic Glasgow. Personaggio a tutto tondo, nel suo DNA c’è anche il talento canoro, in quanto suo papà è cugino di Morrissey.

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Assieme a Martin O’Neill, CT della Nazionale irlandese

Tra pochi giorni Robbie Keane collezionerà il suo 146° gettone di presenza con la Nazionale dell’Eire, nel corso di un’amichevole contro l’Oman. Sarà il suo addio alla selezione irlandese, oramai si sta avviando nel finale della carriera come indiscusso protagonista dei Los Angeles Galaxy nella MLS statunitense. Il capitano dei biancoverdi ammaina la vela dopo 67 reti e una fascia di capitano portata orgogliosamente da dieci anni. Chissà cosa sarebbe successo se fosse rimasto a Milano, ma forse è andata bene così…

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