Mese: agosto 2015

Cinque motivi a caso per amare il calcio

Ronaldo, che secondo Mosca...
Ronaldo, che secondo Mosca…

Sono quasi le due di notte. L’incipit di questo blog specifica che si tratta di un prodotto ad uso e consumo dei nottambuli, per cui è il momento ideale per tirare fuori qualcosa da scrivere. In occasione del raggiungimento dei mille fan su Facebook – traguardi figli della modernità – sparo cinque cose del calcio che, per un motivo o per l’altro, ogni tanto mi tornano in mente. Chissà, forse anche a voi.

Di Fusco, eroe partenopeo
Di Fusco, eroe partenopeo

5 – Raffaele Di Fusco, l’eterno secondo. I vecchi album Panini – quelli nuovi non lo so – indicavano implacabilmente la differenza tra “primo portiere” e “secondo portiere”. Le gerarchie nella maggior parte dei casi erano pressoché invariabili: di sicuro Rampulla non metteva in discussione Peruzzi, così come Ielpo accettava serenamente il suo ruolo di vice-Rossi. Ma il secondo portiere per eccellenza era senza dubbio lui, Raffaele Di Fusco. L’eterno secondo del Napoli, silente e fedele comprimario dall’era dei Maradona e dei Careca fino a quella di Taglialatela e dei Rincon. Di Fusco era qualcosa di più di un portiere di rincalzo: addirittura, capitava che venisse schierato come libero. In poche parole, era un giocatore eccezionale.

Del Piero vs portiere del Rostov
Del Piero vs portiere del Rostov

4 – L’Intertoto, la coppa dei sogni. Quando la Champion’s League non era un’istituzione onnipotente, la UEFA organizzava questo torneo per assegnare gli ultimi posticini in Coppa UEFA, competizione che aveva ancora un certo valore. Adesso l’Intertoto non c’è più, ma un tempo era un crocevia che poteva segnare i destini di una stagione. Ora non è il caso di guardare su Wikipedia, non è nello stile di questa rubrica, ma ricordo una partecipazione della Juventus che le suonò di brutto ai russi del Rostov. Tuttavia l’Intertoto storicamente era l’idillio e la speranza di squadre come il Perugia e il Brescia, che in quelle notti estive sognavano di diventare grandi pur faticando a sconfiggere squadre ungheresi e polacche. Che coppa, l’Intertoto!

Calcio groenlandese
Calcio groenlandese

3 – In Groenlandia si gioca a calcio. Ebbene si: anche in uno dei luoghi più inospitali della terra si svolgono dei campionati nazionali. In Groenlandia la squadra egemone è il B-67, che ha vinto pure il campionato del 2014 ed è a tutti gli effetti il più importante club locale. Purtroppo è difficile reperire informazioni sul calcio groenlandese, ma so solo che i partecipanti a questo torneo hanno tutta la mia stima. Sicuramente, in caso di ecatombe nucleare o invasione di cavallette, saranno gli ultimi a smettere di giocare a pallone su questo pianeta!

Mosca, ci facevi palpitare
Mosca, ci facevi palpitare

2 – “Ronaldo alla Lazio”, disse Maurizio Mosca. 1997, pomeriggio di quiete post-campionato davanti alla televisione. In onda su Telemontecarlo c’era un programma sul calcio, di quelli un po’ soporiferi con tanti ospiti che non sanno come riempire i tempi della diretta. Inutile dire che in studio c’era pure Maurizio Mosca, che annunciò solennemente (dopo una teatrale telefonata verso ignoti): “Ronaldo è della Lazio! Ronaldo è della Lazio!”. Da laziale fu il momento più bello della mia vita di bambino di nove anni (Ronaldo!), ma in seguito la verità venne a galla. Il Fenomeno non sarebbe mai arrivato a Formello e io non riuscii mai più a credere alle “bombe” di Mosca, con tutta la simpatia possibile.

Il CT Starkovs in trionfo
Il CT Starkovs in trionfo

1 – La Lettonia che si qualifica agli Europei del 2004 (e addirittura pareggia con la Germania). Dai, se seguite il calcio dagli anni ’90 non potete non aver versato una lacrima di soddisfazione quando una di quelle squadre-materasso ha conquistato il pass per un Europeo. La Lettonia di Euro 2004 ha rappresentato tutto quel crogiolo di nazionali post-sovietiche che per anni avevano preso mazzate a destra e a manca: Armenia. Azerbaigian, Estonia, Lituania… in un soffio, indiscussi talenti come Astafjevs, Pahars e Verpakovskis avevano reso un immortale servigio a tutta la stirpe dei loro colleghi bistrattati. Da ricordare il portierone Kolinko, preso di mira dalla Gialappa’s a causa delle dimensioni del suo naso, ma… rimasto imbattuto nella sfida contro la Germania, al pari del dirimpettaio Kahn! Poi certo, la Lettonia uscì nella fase a gironi, ma a testa alta. Ed il suo karma venne raccolto dalla Grecia di Rehhagel, che poi vinse la competizione.