Forever Young – I talenti spariti (quasi) nel nulla (parte V)

Wreh circondato dai campioni dell'Arsenal
Wreh circondato dai campioni dell’Arsenal

Torniamo dunque ad occuparci dei nostri Forever Young. In questa puntata rievochiamo le gesta di cinque giocatori che, per un motivo o l’altro, non sono riusciti a sfruttare al massimo il proprio potenziale. Senza indugi… let’s go!

Beloufa, meteora al Milan
Beloufa, meteora al Milan

Samir Beloufa, polvere di stelle – Tra i campioncini del Milan che vince il Trofeo di Viareggio del 1999, in difesa spicca questo pennellone algerino dai buoni mezzi atletici: Samir Beloufa. Il ragazzo aveva già esordito in Serie A l’anno prima, prelevato nel mercato di gennaio dai francesi del Cannes per dar man forte ad una retroguardia orfana di Baresi. Beloufa scende in campo solo tre volte, e nell’anno successivo non viene mai utilizzato da Zaccheroni. Il Milan, fresco Campione d’Italia, lo presta al Monza, dove riesce a scendere in campo con discreta continuità. Ma il meglio per lui deve ancora venire,: si afferma nel campionato belga, giocando con Germinal Beerschot, Mouscron e Westerlo, riuscendo pure a conquistare la maglia della Nazionale algerina e partecipando alla Coppa d’Africa del 2004. Si ritira a soli 31 anni, lavorando in seguito nello staff tecnico del Germinal Beerschot.

Karic in maglia croata
Karic in maglia croata

Veldin Karic, una sola gloriosa rete – La stagione 1995-96 non è di certo epica per il Torino.  La società di patron Calleri punta molto sui gol di Hakan Sukur, gioiello turco reduce da valanghe di gol con la casacca del Galatasaray. Ma, com’è noto, il bomber non si ambienta e decide di tornare a casa dopo poche settimane. I granata decidono di correre ai ripari per affiancare una giovane punta agli esperti Rizzitelli e Abedi Pelé: si tratta di Karic, oscuro croato militante nel Marsonia. Il ragazzo in 23 partite riesce però a segnare solo un gol, la stessa cifra raggiunta da Sukur in cinque apparizioni. Un po’ poco per salvare il Torino, che decide di non confermarlo per disputare la serie cadetta. Karic, dopo una parentesi al Lugano, torna in Croazia e riprende confidenza col gol, raggiungendo pure la Nazionale. Nonostante Franco Scoglio lo paragonasse a Boksic mentre Rizzitelli auspicava che diventasse il nuovo Vlaovic, non è riuscito a sfondare nel calcio italiano.

Il Pelé nerazzurro
Il Pelé nerazzurro

Pelé (Victor Hugo Gomes Passos), la promessa mancata – Centrocampista lusitano nel giro dell’Under-21, dopo una stagione positiva al Vitoria Guimaraes viene ingaggiato dall’Inter. Le aspettative nei suoi confronti sono discrete, e Pelé nel 2007-08 si ritaglia uno spazio dignitoso all’interno di una squadra pronta a spiccare il volo verso grandi risultati, sotto la guida di Mourinho. Tuttavia, i nerazzurri l’anno dopo lo girano al Porto nell’operazione-Quaresma: in patria però Pelé gioca poco ed inizia a peregrinare per l’Europa, passando per l’Inghilterra e la Spagna. A puntare su di lui è un club turco, l’Eksisehirspor, ma anche lì trova poco spazio, collezionando una quarantina di presenze in tre anni. Le belle promesse di inizio carriera sembrano un lontano ricordo: attualmente è reduce da un breve tour nel calcio greco, passando per Ergotelis ed Olympiakos. I biancorossi detengono il suo cartellino, ma quest’anno lo hanno girato in prestito al Leviadakos.

Scherbakov, stella sfortunata
Scherbakov, stella sfortunata

Serhiy Scherbakov, un maledetto incidente – Purtroppo alcuni dei nostri forever young hanno avuto semplicemente sfortuna. Scherbakov, giovane centrocampista sovietico in forza allo Shakthar Donetsk, nel 1991 si laurea miglior marcatore del Mondiale Under-20, segnando cinque gol. L’URSS si classifica terza, ma Scherbakov si mette così in bella mostra da essere ingaggiato dallo Sporting Lisbona (da notare che il torneo si disputava proprio in Portogallo). Sotto la guida di Bobby Robson, il ragazzo sembra lanciato verso un futuro radioso. Al termine della gara di Coppa UEFA persa contro il Casino Salzburg, la società però comunica l’esonero del tecnico inglese. I giocatori dello Sporting organizzano una cena in suo onore: a fine serata Scherbakov, che aveva alzato un po’ troppo il gomito, ha un brutto incidente stradale che gli danneggia la colonna vertebrale, tarpando di fatto la sua carriera sportiva. Secondo Robson, sarebbe potuto diventare uno dei giocatori più forti d’Europa. Attualmente vive a Mosca e collabora ad iniziative di beneficenza relative alle persone paralizzate.

Wreh esulta dopo il primo gol con la maglia dei Gunners
Wreh esulta dopo il primo gol con la maglia dei Gunners

Christopher Wreh, il cugino di un fenomeno – Se vi chiedessimo chi è stato il più grande giocatore liberiano di tutti i tempi, non esitereste a rispondere “George Weah”. Ma dovete sapere che l’ex attaccante del Milan ha un cugino che, per un breve periodo, è riuscito a giocare in una delle squadre più forti d’Europa. Wreh, attaccante pure lui ma piuttosto esile rispetto a Weah, nel 1997 viene acquistato dall’Arsenal proveniente dal Guingamp, dove aveva disputato un ottima stagione. Sotto la guida di Wenger, il ragazzo però fatica a giocare titolare: davanti a lui c’è gente come Anelka, Bergkamp e Wright. Dopo due anni di successi vissuti da comprimario, decide di cambiare aria. Tuttavia, la sua carriera nel calcio che conta finisce lì: 4 gol nell’AEK Atene, uno col Birmingham, due col Den Bosch, e poi… beh, le sue statistiche si perdono nei punti interrogativi delle serie minori britanniche. Si ritira nel 2010, dopo tre stagioni nel campionato indonesiano, con tanti rimpianti.

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