Da Hagi a Mutu, la Top 11 dei rumeni in Serie A

Petrescu e Raducioiu a USA '94
Petrescu e Raducioiu a USA ’94

Siamo giunti al penultimo appuntamento della nostra speciale classifica dedicata alle migliori nazioni che hanno offerto talenti alla Serie A. Come avrete intuito, l’ultima sarà il Brasile ma… prima volevamo aggiungerne una! Esclusi paesi di cui è impossibile stilare una Top 11 (anche illustri, come Inghilterra e Spagna) non ci resta che optare per la Romania. Ebbene si: da Bucarest e dintorni sono arrivati un sacco di giocatori che, nel bene e nel male, hanno comunque lasciato una traccia nella massima serie italiana. Senza indugi, andiamo a scoprire di chi si tratta.

Lucescu ai tempi del Brescia
Lucescu ai tempi del Brescia

Romania in Serie A (4-3-1-2) – Schema forse un po’ difensivo, ma la qualità c’è eccome: se la difesa non è niente male, a centrocampo Codrea e Contra non fanno passare nessuno mentre Sabau può girare qualche buon pallone al geniale Hagi. Davanti ci sono Mutu e Raducioiu: se questi ultimi sono in giornata di grazia, le difese avversarie possono vedersela brutta. L’allenatore non può che essere Mircea Lucescu: una lunga permanenza in Italia che però ha regalato giusto buoni successi al Brescia nella serie cadetta, prima delle esperienze negative alla Reggiana e all’Inter.

Lobont, rincalzo giallorosso
Lobont, rincalzo giallorosso

Bogdan Lobont (Fiorentina 06-07, Roma 09-oggi) – La scuola dei portieri rumeni ha sfornato talenti come Duckadam, Stelea e Prunea: Lobont sembrava destinato ad esserne un degno erede, anche se ad un certo punto si è accontentato del suo attuale ruolo di riserva nella Roma. Ai tempi dell’Ajax il suo secondo era un certo Stekelenburg (di cui in seguito diventerà riserva in giallorosso): con i Lancieri vince un campionato da titolare e spicca il volo verso Firenze. In viola sostituisce degnamente l’infortunato Frey prima di tornare in patria e giocare due stagioni nel Rapid Bucarest. Torna in Italia dopo un infortunio e diventa il portiere di riserva dei giallorossi, scendendo in campo nelle occasioni in cui il viavai di estremi difensori glielo concede: è protagonista di un piccolo errore che favorisce il gol decisivo di Lulic nella finale di Coppa Italia persa dai giallorossi contro la Lazio nel 2013. Chiuso da De Sanctis e Skorupski, nelle ultime due stagioni non ha mai disputato una gara, ma conta 85 presenze con la sua nazionale. 39 presenze in Serie A. Voto: 5

Chivu e il suo "elmetto"
Chivu e il suo “elmetto”

Cristian Chivu (Roma 03-07, Inter 07-14) – Centrale o terzino abilissimo nei calci piazzati, Chivu ha subito numerosi infortuni che gli hanno pregiudicato gli ultimi anni di carriera. Ma il suo talento è sempre stato indiscutibile: con Ajax e Inter ha vinto numerosi trofei, tra cui la Champions League sotto la guida di Mourinho, nonché una Coppa Italia con la Roma. Proprio in giallorosso si era però conquistato il soprannome di “Swarovski” a causa della fragilità fisica. Negli ultimi tempi, in nerazzurro, indossava un caschetto a causa di un infortunio subito al cranio. 200 presenze e 9 reti in Serie A. Voto: 7,5

Goian in rosanero
Goian in rosanero

Dorin Goian (Palermo 09-11, conta anche Spezia 12-13 in B) – Difensore centrale alto un metro e 94, si è sempre distinto per la rocciosità e l’abilità nel gioco aereo. La lunga trafila in patria lo porta a diventare una pedina fontamentale dello Steaua Bucarest, col quale vince due titoli. Nel 2009 passa alla corte di Zamparini: in rosanero si ritaglia lo spazio come valido rimpiazzo per i titolari, disputando anche una finale di Coppa Italia persa contro l’Inter. Passa ai Glasgow Rangers, dove diventa titolare indiscusso: rimane nel club anche dopo il fallimento, ma ad inizio campionato passa allo Spezia (Serie B). Attualmente gioca nella Serie A greca con la maglia dell’Asteras Tripolis e non è uscito dal giro della nazionale giallorossa. 30 presenze e una rete in Serie A. Voto: 5

Petrescu (a sin.) e Popescu a USA '94
Petrescu (a sin.) e Popescu a USA ’94

Dan Petrescu (Foggia 91-93, Genoa 93-94) – Fa parte della migliore nazionale rumena di sempre, che disputa tutti i Mondiali degli anni ’90: lui è presente nel 1994 e nel 1998. Terzino di grande tecnica, dopo ottime stagioni nello Steaua contribuisce con due annate niente male alle fortune del Foggia di Zeman. Il Genoa lo acquista per 2 miliardi di lire, ma dopo USA ’94 Petrescu si trasferisce allo Sheffield Wednesday e gioca talmente bene da attirare l’attenzione del Chelsea. L’esperto terzino diventa una pedina importante a fianco di campioni del calibro di Di Matteo, Casiraghi, Vialli e Zola, in quel periodo in cui il Chelsea parla più italiano che londinese. Attualmente allena l’Al-Arabi. 79 presenze ed 8 reti in Serie A. Voto: 7

Radu, baluardo laziale
Radu, baluardo laziale

Stefan Radu (Lazio 08-oggi) – Arriva molto giovane a Formello, già nel giro di quella nazionale rumena che in seguito deciderà precocemente di abbandonare a causa di divergenze con lo staff tecnico. Un vero peccato: pur non essendo paragonabile a Nesta o Stam ha comunque dato un buon contributo alla retroguardia biancoceleste dell’era Lotito, conquistando il posto da titolare sia come centrale che come terzino. Ha indossato anche la fascia di capitano della Lazio e nel suo palmares figurano due Coppe Italia ed una Supercoppa. 170 presenze e 2 reti in Serie A. Voto: 6,5

Codrea vs Pirlo
Codrea vs Pirlo

Paul Codrea (Genoa 01-03, Palermo 03-04, Perugia 04, Torino 04-05, Palermo 04-06, Siena 06-11 e 11-12, Bari 11. Non tutte le stagioni in Serie A) – Un buon mediano pescato dal Genoa tra i giocatori dell’Arges Pitesti. Nei rossoblu, nonostante la giovane età, a volte viene schierato titolare e disputa tre stagioni nel campionato cadetto. Cambia parecchie squadre ma il suo miglior periodo è senza dubbio quello passato nelle file del Siena, contribuendo alle numerose salvezze della squadra toscana e ottenendo la convocazione ad Euro 2008. Si ritira a 32 anni ed ora allena l’ultima squadra nella quale ha giocato, ovvero quel Politehnica Timisoara nel quale ha fatto la trafila delle giovanili. 134 presenze e 3 reti in Serie A. Voto: 6,5

Contra, nervi caldi
Contra, nervi caldi

Cosmin Contra (Milan 01-02) – L’esordio del difensore/centrocampista Contra è di quelli da non dimenticare: rissone con Edgar Davids durante un trofeo estivo disputato contro la Juventus e squalifica di tre giornate. I tifosi rossoneri già credevano di aver trovato un degno compare di Gattuso, ma il giocatore romeno resta a Milanello solo una stagione. Arriva in Serie A dopo un’eccellente stagione all’Alaves, dove sfiora la conquista della Coppa UEFA. In rossonero Contra gioca quasi titolare, segnando tre reti e conquistando il quarto posto che permetterà al Milan di disputare la Champions League nella stagione successiva. Il futuro del giocatore però è lontano dalla Lombardia, tra Spagna, Inghilterra ed il suo Timisoara, dove conclude la carriera nel 2011. Contra ora allena il Guangzhou R&F, nel campionato cinese. 29 presenze e 3 reti in Serie A. Voto: 5

Hagi, stella delle rondinelle
Hagi, stella delle rondinelle

Gheorghe Hagi (Brescia 92-94, seconda stagione in Serie B) – Il Maradona dei Carpazi è reduce da due stagioni passate nientemeno che nelle file del Real Madrid, quando viene ingaggiato dal piccolo Brescia. L’esordio di Hagi nel calcio italiano è d’impatto: segna 5 gol ma non riesce a far salvare le rondinelle. La più grande stella del calcio romeno resta comunque agli ordini del connazionale Lucescu, e contribuisce alla risalita in A dei biancoazzurri prima di spiccare il volo per Barcellona, passando prima dalle eccellenti prestazioni della sua nazionale ad USA ’94. Nella sua ultima stagione in Italia, questo trequartista tarchiato ma dotato di piedi fatati vince la Coppa Anglo-Italiana, trofeo che ormai non viene più disputato. Il Brescia a Wembley batte 1-0 il glorioso Notts County grazie ad un gol di Gabriele Ambrosetti. In seguito Hagi si toglie grandi soddisfazioni con i turchi del Galatasaray, vincendo una Coppa UEFA ed una Supercoppa Europea. Nazionale romeno dal 1983 al 2000, Hagi non poteva che diventare un allenatore: nel corso della carriera si è sempre distinto per le sue (spesso discusse) pretese di leadership. 31 presenze e 5 reti in Serie A. Voto: 6,5

Sabau, faro del Brescia
Sabau, faro del Brescia

Ioan Ovidiu Sabau (Brescia 92-96 non sempre in A, Reggiana 96-97, Brescia 97-98) – Centrocampista un po’ lento ma dalla visione di gioco notevole, Sabau ha già una certa fama ottenuta dopo due discrete stagioni al Feyenoord quando arriva alla corte del Brescia che, con i vari Lucescu, Hagi, Raducioiu e Lupu, diventerà una piccola colonia rumena. Con le rondinelle resta quattro stagioni come titolare, giocando sempre più bene che male. La sua penultima stagione in Italia è nelle file della disastrosa Reggiana che arriva ultima in classifica: per Sabau è tempo di tornare a Brescia, dove nella stagione 97-98 finisce in secondo piano cedendo il passo a Doni e Pirlo. Si riscatta in patria portando la propria esperienza alla causa della Dinamo Bucarest. Testimone di Geova e testimonial di FIFA ’96 (edizione nordamericana, dove finisce sulla copertina insieme al cesenate Teodorani), il sapiente volto squadrato di Sabau adesso è la guida dei giocatori del Targu Mures (seconda divisione romena), dei quali è allenatore. 70 presenze e 2 reti in Serie A. Voto: 6

Mutu, genio & sregolatezza
Mutu, genio & sregolatezza

Adrian Mutu (Inter 00, Verona 00-02, Parma 02-03, Livorno 05, Juventus 05-06, Fiorentina 06-11, Cesena 11-12) – Se ogni nazione ha il suo George Best, di certo quello romeno è Mutu. In carriera ha segnato quasi 200 reti, potendo contare su una tecnica e su una potenza fuori dal comune. Peccato che abbia fallito gli appuntamenti importanti (con il Chelsea e con la Juventus) a causa di qualche irregolarità fuori dal campo: tra squalifiche e polemiche ha perso parecchi treni, pur potendo vantare una carriera di tutto rispetto. L’Inter di Moratti lo porta in Italia ma ovviamente non crede in lui (erano anni bui per i nerazzurri). Mutu esplode a Verona e diventa campione a Parma, inducendo Abramovich a portarlo a Londra, dove però resta invischiato in una squalifica per cocaina. Dopo una stagione in chiaroscuro alla Juventus passa ai rivali della Fiorentina, dove complessivamente segna 69 reti ma rimedia un’altra squalifica, stavolta per doping. Il feeling con la società si incrina e per Mutu inizia la parabola discendente. Dopo un’ultima stagione discreta a Cesena passa all’Ajaccio ed in seguito al Petrolul Ploiesti, prima di ritirarsi a 36 anni. In nazionale ha segnato 35 gol in 77 partite, disputando due Europei. Peccato che il suo palmares sia abbastanza ridotto, avendo militato poco nei top club. 172 presenze e 103 reti in Serie A. Voto: 8,5

Raducioiu, Campione d'Europa al Milan
Raducioiu, Campione d’Europa al Milan

Florin Raducioiu (Bari 90-91, Verona 91-92, Brescia 92-93 e 97-00 con alcune stagioni in B, Milan 93-94) – Una carriera fulminante, nella quale disputa due Mondiali e un Europeo in sei anni. Tuttavia gli è sempre mancato quel tassello per comporre il mosaico del bomber di fama mondiale. Le sue prime stagioni in Italia non sono niente male: col Brescia va in doppia cifra ed attira l’attenzione del grande Milan che… forse vede in lui l’erede di van Basten, o quantomeno un buon rinforzo. In realtà con i rossoneri si toglie “solo” la soddisfazione di laurearsi Campione d’Europa, giocando pochino. Dopo un lungo vagare nel continente, tra esperienze positive (Espanyol), negative (West Ham) e così così (Stoccarda), torna nel Brescia per rilanciare la propria carriera, con risultati deludenti. Alla soglia dei trent’anni questo veloce attaccante col senso del gol a corrente alternata è già fuori dal giro della nazionale e gioca gli ultimi scampoli nelle file del Monaco e del Creteil, ritirandosi a 34 anni. Conta ben 21 gol in nazionale in sole 40 partite ed attualmente sta cercando di trovare spazio come allenatore.  96 presenze e 22 gol in Serie A. Voto: 6,5

Totale rumeni in Serie A: 70

Classifica aggiornata

  1. Argentina 91 pt.
  2. Francia 89 pt.
  3. Paesi Bassi 84,5 pt.
  4. Svezia 81 pt.
  5. Germania 80 pt.
  6. Uruguay 74,5 pt.
  7. Romania 70 pt.
  8. Portogallo 65,5 pt.
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