Forgotten bombers – Anche loro vinsero la Scarpa d’oro

Darko "Cobra" Pancev con la maglia della Stella Rossa
Darko “Cobra” Pancev con la maglia della Stella Rossa

Il prestigioso riconoscimento della Scarpa d’oro, premio assegnato ai migliori bomber dei campionati europei, esiste dal lontano 1968. Il primo vincitore fu Eusebio, ma nel corso degli anni anche giocatori meno famosi e militanti in campionati di secondo o terz’ordine sono riusciti ad aggiudicarsi l’agognata calzatura dorata: bisogna considerare che solo dal 1997 il criterio è stabilito dai punti… in precedenza, solo ed esclusivamente dai gol segnati! Vi presentiamo quindi una carrellata di vincitori della Scarpa d’oro che per motivi vari potreste non immaginare o conoscere, o semplicemente non sono riusciti a replicare le eroiche gesta di una singola stagione.

Petar Zekov (CSKA Sofia), 36 gol nel 1968-69 – Bomberissimo del calcio bulgaro per tanti anni, Zekov riesce nell’impresa di condurre la sua nazionale all’argento durante le Olimpiadi del 1968. Ancora oggi è il massimo marcatore del CSKA Sofia nel campionato locale, con ben 144 reti in 184 partite: al suo attivo ci sono pure 25 gol in nazionale.

Yazalde, bomber sfortunato
Yazalde, bomber sfortunato

Hector Yazalde (Sporting Lisbona), 46 gol nel 1973-74 – Un campione di cui onestamente si parla sempre poco, anche se le cifre della sua carriera sono davvero impressionante. Attaccante argentino con poca fortuna in nazionale (pur partecipando a Germania Ovest ’74), Yazalde segna letteralmente valanghe di gol nel campionato portoghese: in pratica una a partita (104 su 104!). Nella stagione in cui vince la Scarpa d’oro si aggiudica pure il titolo con i leoni di Lisbona: in seguito fa bella figura pure nel Marsiglia, nel più difficile campionato francese, concludendo la carriera in patria come bomber del Newell’s Old Boys. Sposato con una bellissima modella portoghese, una volta spentesi le luci della ribalta purtroppo rimane solo e schiavo dell’alcolismo, che lo porta a morire a soli di 51 a causa delle conseguenze della cirrosi epatica. Triste epilogo per un realizzatore con pochi eguali in Europa.

Georgescu, mister 47 gol
Georgescu, mister 47 gol

Dudu Georgescu (Dinamo Bucarest), 33 gol nel 74-75 e 47 reti nel 76-77 – No, non è un errore di battitura: questo attaccante rumeno, due volte vincitore della Scarpa d’oro, in una stagione riuscì a segnare ben 47 gol! Tuttavia sono sorti negli anni alcuni dubbi sull’affidabilità delle statistiche del campionato in quegli anni in cui il calcio dell’Est Europa risulta abbastanza impenetrabile. Ma a noi cosa importa? Il suo nome è nella storia, e questo conta. Georgescu ha giocato solo in patria, segnando come un titano, distinguendosi pure nella nazionale rumena con 21 gol. Nella Divizia A l’ha messa dentro 252 volte.

Kaiafas, leggenda cipriota
Kaiafas, leggenda cipriota

Sotiris Kaiafas (Omonia Nicosia), 39 gol nel 75-76 – Il più grande giocatore della storia dell’Omonia Nicosia ha in bacheca nove campionati e otto titoli di capocannoniere del campionato cipriota. Sporadiche le sue apparizioni in nazionale, ma all’epoca Cipro non disputava molti match internazionali. Anche suo figlio Kostas ha giocato una vita nell’Omonia, tenendo alto il nome della famiglia Kaiafas. In seguito sarà il tedesco Rauffmann, naturalizzato cipriota, a segnare altrettante valanghe di gol sull’isola!

Georgi Slavkov (Trakia Plovdiv) 31 gol nel 1980-81 – Altro bomberone dell’est, Slavkov si impone nel piccolo Trakia Plovdiv senza riuscire però a condurre il club alla conquista del campionato. Fuori dal suo habitat naturale delude senza appello: zero gol nel campionato francese (nel Saint-Etienne) e 15 in Portogallo (nel Chaves) negli ultimi anni di carriera.

Polster, panzer austriaco
Polster, panzer austriaco

Anton Polster (Austria Vienna), 39 gol nel 1986-87 – Ebbene si: se Polster nel Torino non ha raggiunto nemmeno la doppia cifra, in patria è stato capace di sfiorare i 40 gol in una singola stagione. Bisogna ammettere che il buon Anton ha sempre segnato tantissimo nelle altre occasioni: i tifosi del Siviglia e del Colonia possono confermare, per non parlare di quelli della nazionale austriaca. Con i bianconeri Polster ha dato sempre il meglio, realizzando 44 reti e partecipando a due mondiali. Attualmente allena l’Admira Wacker, nel massimo campionato austriaco.

Tanju Colak (Galatasaray), 39 reti 1987-88 – Stella senza eguali del calcio turco dell’epoca, quando il calcio turco però è ben poca cosa, Colak domina le classifiche dei migliori marcatori a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. A fine carriera finisce in prigione per aver contrabbandato una Mercedes. E vabbé.

Mateut, meteora in Italia
Mateut, meteora in Italia

Dorin Mateut (Dinamo Bucarest) 43 reti nel 1988-89 – L’erede perfetto del divino Dudu Georgescu: anche lui infatti in una sola stagione segna più di 40 gol con la casacca della Dinamo Bucarest, curiosamente senza portare a casa il campionato. Nella Divizia A fa indiscutibilmente furore con la sua velocità ed il senso del gol, ma fuori dalla Romania non ripete più gli eccellenti risultati: in due stagioni tra Brescia e Reggiana, forse un po’ meno brillante dal punto di vista atletico la mette dentro appena tre volte, ed anche la sua esperienza nel Real Saragozza in precedenza non era stata memorabile.  Pur avendo perso prematuramente la nazionale, vanta una partecipazione ad Italia ’90 e 10 gol segnati nell’arco di 56 presenze: a causa delle ultime stagioni in chiaroscuro perde il treno per far parte della spedizione di USA ’94, dove il calcio rumeno centra successi inaspettati.

Pancev, bidonissimo interista
Pancev, bidonissimo interista

Darko Pancev (Stella Rossa), 34 reti nel 1990-91- La stella più fulgida del calcio jugoslavo (in seguito macedone) riesce a condurre la Stella Rossa alla vittoria della Coppa dei Campioni e vincere la Scarpa d’oro nello stesso anno, sfiorando persino il Pallone d’oro. Sembra destinato a una carriera mostruosa ma poi… ad aggiudicarsi “Il cobra” è l’Inter, che vede in lui il potenziale indispensabile per tornare ai vertici della Serie A. Pancev a Milano però dà il peggio di sé: appena 12 presenze in due campionati. Gol? Esattamente quanti Massimo Taibi in tutta la carriera: uno. In seguito dichiara di essersi pentito di aver accettato il trasferimento ad una squadra così “difensivista”, ma in realtà Pancev in nerazzurro aveva già imboccato la parabola discendente della sua breve carriera: tra Lipsia, Dusseldorf e Sion (non proprio top clubs) continua a segnare pochissimo, ritirandosi a soli 32 anni con tanti rimpianti.

Phillips pluridecorato
Phillips pluridecorato

In seguito non possiamo dimenticarci di questi bomber che, con il criterio a punti, sono riusciti a portare a casa il riconoscimento. Anzitutto il greco Nikos Machlas (Ajax): nel 97-98 segna 34 nell’Eredivisie, ma in seguito non si conferma un bomber di livello internazionale. Jardel (Porto) è stato senz’altro uno dei più famelici bomber degli anni ’90, vincendo nel 1998-99 la Scarpa con la bellezza di 36 marcature. Infine ragazzi… Kevin Phillips del Sunderland! Segnare 30 gol con la maglia del Sunderland nel 1999-00 (lasciandosi alle spalle Shearer ed Henry) in un solo campionato è davvero significativo, eppure Phillips non ha mai trovato molto spazio con la nazionale inglese e nemmeno in un grande club, pur avendo sfiorato i 200 gol in carriera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...