Da Rui Costa a Figo, la Top 11 dei portoghesi in Serie A

Manuel Rui Costa, campione sia in viola che in rossonero
Manuel Rui Costa, campione sia in viola che in rossonero

La nostra “competizione” entra nel vivo: nell’ultima puntata la Top 11 argentina ha conquistato di prepotenza la vetta scalzando Francia ed Olanda. Mancano solo tre nazioni da inserire prima di poter esprimere il verdetto! Oggi presentiamo la Top 11 dei calciatori portoghesi che hanno giocato in Serie A: vediamo in che posizione della nostra classifica si collocheranno.

Portoghesi in Serie A (3-5-2) – Nazionale abbastanza poverina, che poggia sul centrocampo monumentale ma tutto, troppo offensivo! In difesa praticamente Couto gioca da solo, mentre davanti si spera che Futre non sia vittima di un infortunio. L’unica speranza è in panchina: nominiamo ad honorem José Mourinho tecnico di questa Armata Brancaleone!

Eduardo, ottimo portiere (a volte)
Eduardo, ottimo portiere (a volte)

Eduardo dos Reis Carvalho (Genoa 10-11) – Il Portogallo non ha mai avuto una grande tradizione in materia di portieri, ma Eduardo per qualche anno è salito alla ribalta. Con la maglia del Braga conquista la Nazionale, ereditando la custodia della porta difesa in passato dai discreti Vitor Baia e Ricardo. La sua prima esperienza fuori dalla penisola iberica lo porta al Genoa di Ballardini: qui si rende protagonista di una stagione incredibile, dove compie parate spettacolari alternate a papere incomprensibili. Nonostante diventi un beniamino del pubblico viene ceduto l’anno successivo in prestito al Benfica, poi in seguito  all’Istanbul ed al “suo” Braga. Ma i tempi d’oro sembrano finiti: attualmente milita nella Dinamo Zagabria. 36 presenze in Serie A. Voto: 5

Xavier, look futuristico
Xavier, look futuristico

Abel Luis da Silva Costa Xavier (Bari 95-96, Roma 04-05) – Eh si ragazzi, dobbiamo per forza completare un terzetto difensivo! Abel Xavier in realtà è stato uno dei più noti bidoncini del calcio internazionale, rimasto sempre ad alti livelli nonostante tante prestazioni che “lasciamo perdere”. Originario del Mozambico, dopo discrete stagioni con le maglie di Estrela Amadora e Benfica si trasferisce nel Bari, dove gioca poco e male. Cambia numerose squadre in seguito, distinguendosi per i mezzi fisici notevoli e la poca tecnica: gioca in Nazionale, ma forse perché non c’è di meglio. Nel 2004 viene ingaggiato dalla Roma, dove scende in campo sporadiche volte col suo eccentrico ciuffo platinato. Ma è già un ex giocatore: dopo grigie esperienze in Premier e nella MLS si ritira. Doveva avere senz’altro un ottimo procuratore! 11 presenze in Serie A. Voto: 2

Couto insegue Vialli (povero Vialli)
Couto insegue Vialli (povero Vialli)

Fernando Manuel Silva Couto (Parma 94-96 e 05-08, Lazio 98-05) – Imbattibile nel gioco aereo, il difensore centrale Couto passa dal Porto al Parma nel 1994. Le due stagioni in Emilia sono costellate da infortuni, ma il talento si intravede e viene ingaggiato dal Barcellona prima di far ritorno in Italia nelle file della Lazio. A Roma è uno dei protagonisti dell’era Cragnotti, pedina utilissima in una difesa composta da campioni come Nesta, Sensini e Mihajlovic: rimane fino al 2004 palesando però anche un bel caratterino, che lo porta a qualche rissa con i compagni. Decide di tornare dopo dieci anni al Parma, dove porta la sua esperienza e le sue capriole (dopo ogni gol!) a servizio dei gialloblu. 246 presenze e 14 gol in Serie A. Voto: 7

Hilario, meteora di successo
Hilario, meteora di successo

Hilario Paulino Neves Freitas Leal (Perugia 98-02) – Originario della Corsica, Hilario è un terzino basso di statura e più abile a coprire che a fluidificare. Il Perugia pigliatutto lo rileva dal Chaves per rimpiazzare Zé Maria, e lui si ritaglia un ruolo da comprimario nella difesa umbra. Senza infamia né lode trascorre quattro stagioni al Curi, ma nelle ultime due è praticamente fuori rosa. Torna in Portogallo e successivamente si rivede nella nostra Serie C, con la maglia della Sambenedettese. A livello ambientale ha successo, ma sul campo Hilario in Italia ha lasciato tracce dignitose ma marginali. Facciamo finta che sia un giocatore degno di far parte di questa classifica, ma onestamente non ci vengono in mente altri difensori significativi espressi dal Portogallo e finiti in Italia! 32 presenze in Serie A. Voto: 5

Rui Barros, piccolo guerriero
Rui Barros, piccolo guerriero

Gil Rui Soares Barros (Juventus 88-90) – Appena arriva a Torino, nonostante sia fresco del titolo di Giocatore portoghese dell’annno, gli affibbiano un soprannome poco lusinghiero: Rui Bassos, visto che non raggiunge il metro e sessanta. Ma in campo si capisce che il Porto faceva bene ad affidarsi alla sua fantasia, tanto che in patria aveva già conquistato la nazionale. In bianconero Rui Barros gioca bene, vincendo Coppa Italia e Coppa UEFA in una squadra non all’altezza però delle altre big del campionato. Storico il suo gol di testa (!) realizzato contro la Roma. Maifredi, neo-tecnico bianconero, decide che può fare a meno di lui: il lusitano non si scompone e continua a collezionare trofei al Monaco ed al Porto. Attualmente è osservatore in quest’ultima: con i biancoblu Rui Barros ha vinto ben sei campionati! 60 presenze e 14 gol in Serie A. Voto: 6,5

Figo, canto del cigno titolatissimo
Figo, canto del cigno titolatissimo

Luis Felipe Madeira Caeiro Figo (Inter 05-09) – In genere le stelle che arrivano in Italia a fine carriera si accontentano della dorata pensione senza lasciare alcuna traccia. Figo non è uno di questi: arriva all’Inter dopo una lunga carriera di successi incalcolabili con le maglie di Sporting Lisbona, Barcellona e (da autentico Giuda!) Real Madrid, ma si distingue per l’impegno che mette in campo e fuori: vince quattro scudetti in quattro anni! Ala dalla tecnica sopraffina ed il tiro inimitabile, Figo gioca da titolare le prime due stagioni, ritagliandosi poi lo spazio di riserva di lusso nell’Inter mourinhana. Si ritira e rimane nel giro nerazzurro come consigliere. 105 presenze e 9 gol in Serie A. Voto: 7

Sousa, classe e infortuni
Sousa, classe e infortuni

Paulo Manuel Carvalho Sousa (Juventus 94-96, Inter 98-99, Parma 00) – Centrocampista eccellente dal punto di vista tattico, vive una carriera di successo interrotta prematuramente a causa degli infortuni. La Juve lo acquista dallo Sporting Lisbona, dove Sousa già era protagonista e nel giro della nazionale lusitana. A Torino vince Scudetto e Coppa dei Campioni, e quando passa al Borussia Dortmund si conferma campione d’Europa proprio ai danni della sua ex squadra! Nel 1998 torna in Italia e disputa all’Inter una stagioncina da titolare, seguono poi comparsate nel Parma, nel Panathinaikos e nell’Espanyol (nelle quali gioca pochissimo) prima di appendere gli scarpini al chiodo. Attualmente è l’allenatore degli svizzeri del Basilea. 93 presenze e 2 gol in Serie A. Voto: 6,5

Rui idolo a Firenze
Rui idolo a Firenze

Rui Manuel Cesar Costa (Fiorentina 94-01, Milan 01-06) – Di sicuro il portoghese di maggior successo in Serie A. Trequartista dotato di piedi fatati e senso del gol, arriva in Italia nella stagione 94-95 ed i suoi assist fanno volare Batistuta: con i viola vive il periodo di maggior successo personale, arrivando a vincere da protagonista ben tre Coppe Italia e due Supercoppe. All’apice del successo induce Berlusconi a portarlo al Milan per ben 85 miliardi di lire: inizialmente Rui fatica ad ingranare (e giocare assieme a Rivaldo non lo aiuta), ma diventa poi uno dei protagonisti della vittoria in Champions ai danni della Juventus. Nelle ultime due stagioni è un’alternativa di lusso, ma il peso della sua classe e dei suoi calci piazzati si fanno sempre sentire. Dopo due stagioni nel “suo” Benfica si ritira: attualmente è Direttore sportivo delle aquile di Lisbona. In undici anni di nazionale segna ben 26 gol e conquista l’amaro secondo posto ad Euro 2004. 339 presenze e 42 gol in Serie A. Voto: 8,5

Il velocissimo Conceicao
Il velocissimo Conceicao

Sergio Paulo Marceneiro da Conceicao (Lazio 98-00 e 03-04, Parma 00-01, Inter 01-03) – Ala destra inarrestabile e prolifica, si mette in luce nel Porto ed il suo arrivo a Roma è d’impatto: segna il gol decisivo nella finale di Supercoppa contro la Juve. Diventa presto un asso sulla fascia della Lazio di Eriksson e vince Coppa delle Coppe, Supercoppa Europea, Scudetto e Coppa Italia. Fatto il pieno di trofei passa al Parma, e dopo una stagione discreta si ritaglia uno spazio nell’Inter prima di tornare alla Lazio. Ma la forma non è delle migliori ed il passo ne risente: Conceicao chiude la carriera in squadre di secondo piano, con all’attivo 56 presenze in nazionale ed uno stadio a lui dedicato nella sua città natale, Coimbra. 127 presenze e 13 gol in Serie A. Voto: 7

Futre e Gazza, stranieri vintage
Futre e Gazza, stranieri vintage

Jorge Paulo Dos Santos Futre (Reggiana 93-95, Milan 95-96) – Proviamo a riscrivere la storia di Futre, a partire da quel maledetto infortunio. Questo brillante e tecnico attaccante viene nominato due volte Giocatore portoghese dell’anno, partecipa a Messico ’86 e sfiora il Pallone d’oro, vincendo nel frattempo una Coppa dei Campioni. Dopo un’annata in chiaroscuro prova a rilanciarsi nell’ambiziosa Reggiana di Oliseh e Padovano: la squadra emiliana ha persino uno stadio nuovo di zecca, il Giglio. Scende in campo nella prima di campionato e segna subito ma nella stessa partita si infortuna saltando tutto il rest… no, ripartiamo da qui!

Futre gioca una stagione straordinaria, contendendo lo scettro di stella del campionato a Baggio e Signori. La stagione successiva si ripete e la Reggiana conquista un’altra straordinaria salvezza: per lui è il momento di rientrare nel grande calcio e passando al Milan vince lo Scudetto da protagonista assoluto.

Ahimé, in realtà Futre giocherà pochissimo a causa di numerosi infortuni e concluderà la carriera in Giappone. Lo Scudetto col Milan l’ha vinto davvero, però, giocando l’ultima partita del campionato a campionato già vinto. 14 presenze e 5 gol in Serie A. Voto: 6 (dai, ci sta, almeno la sufficienza!)

Gomes, amore ed odio dei fiorentini
Gomes, amore ed odio dei fiorentini

Nuno Miguel Soares Pereira Ribeiro – Nuno Gomes (Fiorentina 00-02) – Bomber di tutto rispetto nel Benfica, il pettinatissimo Nuno Gomes gioca anche in nazionale ma arriva a Firenze quando la festa dei Batistuta e Rui Costa è già finita. Viene pagato 20 miliardi, ed il primo anno gioca pure benino vincendo la Coppa Italia. Non si ripete e alla fine della stagione 01-02, sentendo odore di fallimento, si lamenta perché la società non gli ha pagato dei premi partita. Firenze si indigna, il rapporto è compromesso e poco prima del fallimento della società Nuno Gomes torna al Benfica senza tanti complimenti. Resta nelle aquile per anni segnicchiando i suoi gol e continuando a sgomitare al centro dell’attacco della nazionale per mancanza di alternative. 53 presenze e 14 gol in Serie A. Voto: 5

Totale portoghesi in Serie A: 65,5

Classifica aggiornata

  1. Argentina 91 pt.
  2. Francia 89 pt.
  3. Paesi Bassi 84,5 pt.
  4. Svezia 81 pt.
  5. Germania 80 pt.
  6. Uruguay 74,5 pt.
  7. Portogallo 65,5 pt.

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