Raccolta indifferenziata: la Flop 5 dei bidoni biancocelesti

dela 2La nostra rubrica dedicata ai peggiori bidoni del mondo del calcio è iniziata sotto il segno della Lupa: per par condicio, dopo l’AS Roma ci dedichiamo all’altra metà del calcio capitolino, ovvero la Lazio. Una curiosità: tutti i bidoni presenti in quest’articolo parlano spagnolo, a parte Makinwa! Abbiamo lasciato fuori dalla graduatoria Cissé (che ce l’ha messa tutta) e Zarate, che almeno il primo anno giocò bene prima di rivelarsi un fuoco di paglia.

gonzalez
Esteban Gonzalez

5 – I Misteriosi Sudamericani (2004-2005, 9 presenze in Serie A) – L’antefatto: Claudio Lotito compra la Lazio e a pochi giorni dall’inizio del campionato capisce che a disposizione del tecnico Mimmo Caso ci sono solo Di Canio, i ragazzi della primavera e le sagome della barriera per gli allenamenti. In fretta e furia mette sotto contratto giocatori noti (tipo Rocchi e i gemelli Filippini) e meno noti, ovvero un contingente di misteriosi sudamericani che, a parte Talamonti, non lascerà traccia. Il misfatto: Miguel Mea Vitali è il capitano della nazionale venezuelana. Centrocampista con illustri precedenti in Italia (Poggibonsi), con la maglia della Lazio non scende mai in campo. Ma mai, proprio. L’argentino Brian Robert è invece un ragazzino biondo, trequartista si dice, che viene mandato in prestito a Catanzaro senza disputare mai gare con la Lazio. Poi c’è il più fortunato di tutti, Esteban Gonzalez: ex-centrocampista del Gimnasia La Plata, colleziona ben (!) 3 presenze nella massima serie. Non dimentichiamoci infine di Matias Lequi: titolare nell’Atletico Madrid, con la casacca biancoceleste si vede in campo solo 6 volte al centro della difesa, senza impressionare. L’epilogo: Nove presenze totali in Serie A è il magro bottino raccolto da questi quattro giocatori. Il buon Talamonti, da solo, ne colleziona 12 (segnando pure un gol all’Inter). Mea Vitali prosegue la propria carriera in giro per il mondo: dopo una parentesi nel Sora, si esibisce pure in Grecia e nel Liechtenstein prima di tornare in patria. Curiosamente, nonostante una carriera a livello di club piuttosto sottotono, rimane sempre titolarissimo in nazionale. Robert e Gonzalez vengono rispediti ben presto nel campionato argentino, mentre Lequi si riscatta parzialmente nel Celta Vigo ma attualmente è svincolato. Lotito è avvertito, non si sa mai volesse riprovarci. Indice di bidonaggine: non calcolabile

makinwa4. Stephen Makinwa, talento fuori gioco (2006-2012, 45 presenze e 3 gol in Serie A) – L’antefatto: Il nigeriano Makinwa arriva giovanissimo in Italia. Dopo una gavetta lunghissima inizia ad ingranare con le maglie di Genoa, Atalanta e Palermo: è un attaccante veloce e potente, magari non segna molto ma ci si può lavorare. Il misfatto: La Lazio lo acquista in comproprietà come rimpiazzo di Rocchi e Pandev, e dopo una prima stagione condita da 3 gol (che resteranno gli unici) lo riscatta, spendendo in tutto 6,3 milioni di euro. Ma Makinwa, incredibilmente, sparisce. Passa due stagioni in prestito alla Reggina ed al Chievo, segnando in tutto un gol ed infortunandosi spesso. La Lazio non ci crede più e lo manda in prestito anche al Larissa, in Grecia, dove non si schioda dalla media di un gol a stagione. L’ultima stagione a Formello la passa senza giocare. L’epilogo: A soli 29 anni Makinwa si ritrova senza squadra. Dalla Serie A passa alla Lega Pro (Carrarese), riprendendo perlomeno a giocare e segnare. Dopo un’esperienza in Cina, attualmente si porta dietro i suoi rimpianti nel Nova Gorica, campionato sloveno. Indice di bidonaggine: 60%

carrizo3. Juan Pablo Carrizo, la gambeta sbilenca (2007-2013, 25 presenze e 35 gol subiti in Serie A) – L’antefatto: Carrizo esplode nel River Plate e sembra destinato a diventare il portiere del futuro della nazionale albiceleste. La Lazio deve ancora trovare un degno erede del grande Peruzzi, e decide di puntare su di lui. Il misfatto: Lotito rompe il salvadanaio e caccia 7 milioni e mezzo di euro per portarlo a Formello. A causa di problemi burocratici relativi alla sua naturalizzazione, occorre aspettare un anno per vederlo in azione: i risultati sono però deludenti. La sua gambeta, la finta per uccellare gli attaccanti in dribbling, causa più apprensione che applausi e dopo tante incertezze finisce in panchina a favore del più sicuro Muslera. L’epilogo: Carrizo esce dal giro della Nazionale e peregrina in prestito in varie squadre, senza tornare ai livelli di inizio carriera. Attualmente è il rincalzo di Handanovic all’Inter. Indice di bidonaggine: 70% 

de la pena2. Ivan de la Peña, il piccolo Buddha d’oro (1998-1999; 2001-2002, 15 presenze in Serie A) – L’antefatto: Cresciuto nella cantera blaugrana, de la Peña sembra proiettato a recitare un ruolo di prim’ordine nel centrocampo del Barça: ha classe ed assist da vendere. Tuttavia il nuovo tecnico van Gaal non lo vede troppo bene, e finisce sulla lista dei trasferimenti. Il misfatto: A fine anni ’90 la Lazio conosce il massimo splendore economico, tanto che patron Cragnotti acquista il centrocampista spagnolo per 30 miliardi di lire e ricoprendolo d’oro: 6 miliardi a stagione, cifra che lo pone dietro solo a Maradona e Ronaldo per quanto riguarda il top degli ingaggi italiani. I biancocelesti hanno però fin troppo talento a centrocampo, con i vari Almeyda, Veron, Nedved e compagnia bella: de la Peña gioca poco, si impegna ma deve far fronte pure agli infortuni e ai dubbi di Eriksson. Diventa suo malgrado un flop clamoroso, però conquista il pubblico con la sua simpatia. L’epilogo: Lo spagnolo finisce per due anni in prestito, prima al Marsiglia e poi al nido catalano. Torna a Roma per la stagione 2001-2002, dove scende in campo solo una volta (!). Il suo riscatto avviene a Barcellona, sponda Espanyol, squadra di cui diviene leader e capitano per otto stagioni conquistando pure la nazionale e concludendo la carriera all’altezza del proprio potenziale. Indice di bidonaggine: 90% 

Gaizka_Mendieta1 – Gaizka Mendieta, campione smarrito (2001-2002, 20 presenze in Serie A) – L’antefatto: Mendieta, basco D.O.C., è l’anima di quel Valencia che sfiora due volte la Champions League, fermandosi solo in finale. Centrocampista di tecnica, corsa e grinta, sembra perfetto per rilanciare una Lazio che tenta di rientrare tra le pretendenti al titolo. Il misfatto: La cifra spesa per Mendieta è astronomica: 43 milioni di euro. Il centrocampista gioca però solo 20 partite in Serie A, più qualcuna nella sfortunata stagione in Champions dei biancocelesti. Mendieta sembra l’ombra di se stesso, non riesce mai a rendersi protagonista e non segna manco un gol. L’epilogo: Nonostante l’annata disastrosa disputa un buon Mondiale e torna in prestito in Spagna, dove gioca con continuità nel Barcellona. Chiude la carriera al Middlesbrough tra mille infortuni, senza mai tornare ai livelli di Valencia e confermandosi come la massima cantonata dell’era Cragnotti. Indice di bidonaggine: 100% e lode

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