Da van Basten a Sneijder, la Top 11 degli olandesi in Serie A

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Gullit, van Basten e Rijkaard: inarrivabili

Quarto appuntamento con la nostra Top 11 degli stranieri della Serie A: dopo Germania, Svezia ed Uruguay, è arrivato il momento di inserire in classifica i migliori giocatori olandesi che hanno calcato i terreni di gioco italiani.

Paesi Bassi in Serie A (3-5-2): Modulo dinamico che permette di inserire i grandi centrocampisti che si sono esibiti in Italia, a supporto del lunatico Bergkamp e del letale van Basten. La difesa è quasi impenetrabile, con titani come Krol, Rijkaard e Stam. In panchina ci sta benissimo Arrigo Sacchi, che negli anni ’80-’90 ha condotto il Milan a successi memorabili proprio puntando sul trio di olandesi più famoso della Serie A.

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van der Sar, alla Juve così così

Edwin van der Sar (Juventus 99-01) – La tradizione dei portieri bianconeri è leggendaria: Zoff, Tacconi e Peruzzi assicurano per lunghi anni prestazioni eccellenti. Per proseguire in bellezza la Vecchia Signora decide di puntare sul primo portiere straniero della propria storia: van der Sar, gigantesca saracinesca dell’Ajax, con cui vince tutto, e della nazionale olandese. Il primo anno gioca bene, il secondo anno maluccio: commette tre papere clamorose su Salas, Paulo Sousa e Nakata in campionato ed in Champions. La Juve nei due anni con van der Sar vince solo un Intertoto, e la società decide di rinnovarsi e puntare su Buffon. Il portierone olandese si riscatta nel Fulham prima di tornare a collezionare trofei col Manchester United. 66 presenze in Serie A. Voto: 6/10

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Krol, granitico nel Napoli

Ruud Krol (Napoli 80-84) – Leggenda dell’Ajax, arriva al Napoli già ultratrentenne ma con ancora molta benzina in corpo. Nel ruolo di libero si distingue come uno dei migliori giocatori della Serie A ad inizio anni ’80: il Napoli si mantiene ai piani alti della classifica grazie alla sua leadership difensiva. Quando il fisico non lo sostiene più passa al Cannes, prima di intraprendere una carriera da giramondo della panchina, soprattutto in Africa. Vanta due secondi posti ai Mondiali ai tempi della super Olanda di Cruijff e Neeskens, nonché tre Coppe dei Campioni vinte con i lancieri. 107 presenze ed 1 gol in Serie A. Voto: 7,5/10

Frank Rijkaard (Milan 88-93) – Uno dei tre olandesi fenomeni del Milan che vince tutto tra gli anni ’80 e ’90. Difensore centrale o mediano, Rijkaard mette in mostra sempre e comunque una tecnica invidiabile unita a doti fisiche notevoli. Anche lui scuola Ajax, arriva a vincere tre Coppe dei Campioni ed un Europeo: chiude la carriera proprio nei lancieri prima di intraprendere una carriera da allenatore di squadre di successo, ritirandosi nel marzo del 2014. 142 presenze e 16 gol in Serie A. Voto: 8,5/10

Stam, meglio non farlo arrabbiare
Stam, meglio non farlo arrabbiare

Jaap Stam (Lazio 01-04, Milan 04-06) – Autentico titano dei Red Devils e della nazionale, Stam viene portato in Italia dalla Lazio. Gli inizi sono pessimi: gioca poco e si becca pure una squalifica per doping, ma nella seconda stagione si riscatta e torna ad essere il mostro difensivo – dotato pure di una legna dalla distanza niente male – che permette ai biancocelesti di vincere una Coppa Italia nel 2004. Le finanze laziali languono e Stam mugugna: passa al Milan, dove non gioca con continuità. Chiude la carriera nell’Ajax, dopo una lunga permanenza anche nella nazionale olandese: da ricordare, in negativo, il suo rigore calciato altissimo nella semifinale di Euro 2000 contro l’Italia. 112 presenze e 5 gol in Serie A. Voto: 6,5/10

Edgar Davids (Milan 96-97, Juventus 97-04, Inter 04-05) – Quando Gullit, Rijkaard e van Basten sono ormai a fine carriera, il Milan cerca di rimpolpare il contingente olandese con nuovi talenti. Bogarde e Reiziger si rivelano bidoni D.O.C., per non parlare di Kluivert. L’unico acquisto azzeccato viene etichettato come “mela marcia” dopo una prima stagione in chiaroscuro: Davids passa così alla Juventus, dove diventa un simbolo della formazione bianconera. A causa di un glaucoma deve indossare degli occhiali che gli danno un aspetto ancora più minaccioso, unito alle treccine selvagge. Vince tre scudetti e perde due finali di Champions: passa al Barcellona a causa di dissidi con Lippi, torna in Italia all’Inter ma è ormai l’ombra del mediano inarrestabile ammirato in maglia bianconera. 192 presenze ed 8 gol in Serie A. Voto: 7,5/10

Ruud Gullit (Milan 87-93, Sampdoria 93-94, Milan 94, Sampdoria 94-95) – Uno dei giocatori più forti di tutti i tempi: il Tulipano Nero corre per quattro e gioca perfettamente a centrocampo ed in attacco. Si mette in luce nel Feyenoord e nel PSV prima di diventare una delle colonne del super Milan. Le sue treccine rasta diventano un simbolo, e si fa notare pure come artista reggae. Quando i rapporti con Milanello si guastano, passa alla Samp – dove continua a segnare – prima del canto del cigno al Chelsea. 178 presenze e 61 gol in Serie A. Voto: 9/10

Seedorf e Davids, treccine infuocate
Seedorf e Davids, treccine infuocate

Clarence Seedorf (Sampdoria 95-96, Inter 99-02, Milan 02-12) – A livello di prestazioni, il Milan può considerare Seedorf alla pari del trio delle meraviglie del passato: centrocampista straordinario, di grinta e tecnica di altissimo livello. La Samp fiuta l’affare dopo averlo visionato nell’Ajax, ma non può trattenerlo a lungo: diventa ben presto un pilastro del Real Madrid. L’Inter lo riporta in Italia, ma dopo due stagioni compie una delle sue usuali disastrose mosse di mercato del periodo: lo cede al Milan in cambio di… Coco! In rossonero Seedorf vince la sua terza Champions (unico giocatore a vincerne tre con altrettante squadre diverse) e diventa una leggenda del centrocampo del club assieme a Pirlo (altro ex-interista), in nerazzurro Coco colleziona gli infortuni che lo costringono presto al ritiro. 396 presenze e 58 gol in Serie A. Voto: 8,5/10

Wesley Sneijder (Inter 09-13) – Trequartista dal tiro letale, Sneijder cresce nell’Ajax ed il Real Madrid punta su di lui per renderlo il numero 10 del futuro. A causa di qualche acciacco di troppo le cose non vanno come sperato, e viene ceduto senza troppi problemi all’Inter: a Milanello rinasce e sciorina grande football per le prime due stagioni, contribuendo ai successi dell’era-Mourinho, sfiorando il Pallone d’oro. Gli acciacchi gli rovinano però le successive due annate, e la società nerazzurra lo vende al Galatasaray: attualmente è il leader indiscusso della formazione turca, e durante gli ultimi Mondiali (i terzi per lui) è tornato a giocare ai consueti livelli. Con gli Orange, il cecchino di Utrecht conta 109 gettoni conditi da 27 reti. 76 presenze e 13 gol in Serie A. Voto: 7/10

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Winter, beniamino laziale

Aron Winter (Lazio 92-96, Inter 96-99) – Grande talento scuola Ajax, diventa un simbolo della Lazio che si appresta ad entrare nel novero delle big del calcio italiano. Nel 1996 passa all’Inter, dove conquista la Coppa UEFA del 1998 proprio vincendo contro la sua ex-squadra biancoceleste. Centrocampista completo, disputa tre Mondiali con la maglia della nazionale olandese, di cui è un titolare indiscutibile: fa parte della rosa vincente ad Euro ’88. 200 presenze e 22 gol in Serie A. Voto: 8/10

Bergkamp, fenomeno timido nerazzurro
Bergkamp, fenomeno timido nerazzurro

Dennis Bergkamp (Inter 93-95) – Uno dei migliori giocatori olandesi degli anni ’90, Bergkamp in Italia non sfonda del tutto. Nell’Ajax disputa stagioni ad altissimi livelli, segnando più di 100 gol nel campionato olandese: in nerazzurro segna poco lasciando solo intravedere lo straordinario talento offensivo che esprimerà meglio con la casacca dell’Arsenal (87 reti in 315 presenze nella Premier). La sua paura di volare ed un carattere un po’ fragile lo frenano, ma resta pur sempre uno dei migliori maestri del dribbling mai visti in azione in Europa. 52 presenze ed 11 gol in Serie A. Voto: 6/10

Marco van Basten (Milan 87-95) – L’uomo dei tre Palloni d’oro si ritira a soli 30 anni a causa di quattro interventi chirurgici alla caviglia, lasciando nell’ambiente rossonero la sensazione di non poter mai più trovare uno come lui. Nell’Ajax riesce a segnare con una media di quasi un gol a partita: quando sbarca a Milano alterna periodi di grazia assoluta a lunghi stop a causa dei problemi fisici. Nonostante tutto passa alla storia grazie all’innato senso del gol ed ai mezzi fisici unici: un centravanti capace di segnare in tutte le maniere possibili. Oltre a vincere tutto a livello di club, si aggiudica Euro ’88 assieme a Gullit e Rijkaard. Il Cigno di Utrecht diventa poi un allenatore di discreto successo, guidando anche la nazionale orange. 147 presenze e 90 gol in Serie A. Voto: 10/10

Totale olandesi in Serie A: 84,5/110

Classifica aggiornata

  1. Paesi Bassi 84,5 pt.
  2. Svezia 81 pt.
  3. Germania 80 pt.
  4. Uruguay 74,5 pt.
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