Raccolta indifferenziata: la Flop 5 dei bidoni giallorossi

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Il nostro blog tratta tutte le tematiche pallonare a 360°: poteva mancare una rubrica sui bidoni? Ovviamente no! La strutturiamo così: presenteremo una Flop 5 dei peggiori affari delle società italiane (se ci gira, magari pure estere). Oggi partiamo con la magica Roma: tutto sommato di bidoni clamorosi ne ha presi pochi, ma… impossibili da dimenticare!

Fabio Junior5. Fábio Júnior, il nuovo Fenomeno (1999-00, 16 presenze e 4 gol) –   L’antefatto: Gli anni zero del nuovo millennio sono ricchi di soldi e speranze: i talenti pullulano e la Serie A è l’Eldorado. L’Inter compra Ronaldo e le big di conseguenza devono attrezzarsi. Zeman chiede alla dirigenza di comprare Shevchenko, ma la società decide di investire 30 miliardi in colui che è considerato il nuovo Fenomeno: Fábio Júnior, stellina del Cruzeiro nel giro della nazionale verdeoro. Il misfatto: Fábio Júnior non si rivela proprio uguale a Ronaldo: è un pennellone lento e segna poco. Viene presto chiuso dalla concorrenza di Totti, Delvecchio e Montella e con soli 4 gol all’attivo la sua esperienza italiana si conclude mestamente. L’epilogo: Diventa un giramondo e milita negli Emirati, in Germania ed in Israele, senza ritrovare la vena dei primi anni di carriera. Dal 2010 milita nell’América di Belo Horizonte, nella Serie B brasiliana: lì un bel po’ di gol li ha fatti, in effetti. Indice di bidonaggine: 75%

Andrade4. Jorge Luis Andrade da Silva, la moviola in campo (1988-1999, 9 presenze) – L’antefatto: Campione pluridecorato del Flamengo con sporadiche presenze in Nazionale, Andrade viene portato a Roma per sostituire, nell’immaginario della dirigenza, il Divino Falcao. Viene pagato 1 miliardo e mezzo di lire e i tifosi lo ribatezzano Marajà. Il misfatto: Andrade è completamente fuori forma: la maglietta si allarga attorno al punto vita ed in campo sembra un punto fermo, tanto che da Marajà diventa Er Moviola. Assieme a Renato forma un duo di brasiliani pasticcioni e lenti di inusuale mediocrità. L’epilogo: Torna a giocare in patria e per quasi dieci anni latita in squadre di secondo o terzo piano. Indice di bidonaggine: 80%

Renato Portaluppi3. Renato Portaluppi, l’ala playboy (1988-1989, 28 presenze) – L’antefatto: Renato è un’ala brasiliana di grande successo: titolare della Nazionale (in anni in cui però i verdeoro non sono proprio fortissimi), col Grèmio conquista una Libertadores ed una Intercontinentale. A 28 anni sembra all’apice della carriera e la Roma lo porta in Serie A assieme al connazionale Andrade, pagandolo 3 miliardi di lire. Appena giunto a Trigoria si distingue per umiltà: si definisce più forte di Gullit e Maradona. Il misfatto: Renato sembra essersi dimenticato come si gioca a calcio non appena tocca piede in Italia: infatti non azzecca un dribbling, un tiro o un assist. Ogni settimana annuncia che il suo momento grigio è vicino alla fine, ma ciò non avviene mai. Si distingue solo per le sue doti da playboy. L’epilogo: Quando i tifosi della Roma espongono lo striscione A Renato, ridacce Cochi, la dirigenza capisce di aver preso una sòla. A fine stagione Portaluppi torna in Brasile, conclude la carriera e diventa un allenatore di successo. Indice di bidonaggine: 88%

Adriano2. Adriano Leite Ribeiro, attaccante di peso (2010-11, 5 partite) – L’antefatto: Adriano è uno dei più grandi talenti del calcio brasiliano del nuovo millennio: potente, veloce e dotato di un tiro terrificante. Con le maglie del Parma e dell’Inter colleziona grandi prestazioni, ma poi torna in Brasile a causa di un comportamento fuori dal campo non proprio esemplare. Il misfatto: Adriano ingrassa vistosamente, ma è reduce di una buona stagione al Flamengo. A suo rischio e pericolo, la Roma punta sul suo rilancio: flop totale. Il precampionato è decente, ma tra infortuni vari colleziona pochissime presenze senza lo straccio di un gol in campionato, nonostante avesse promesso di farne addirittura venti. L’epilogo: Torna di nuovo in Sudamerica, ma è praticamente un ex-giocatore. Attualmente è svincolato. Indice di bidonaggine: 95%

Cesar Gomez1. César Gómez, il venditore di auto (1997-2001, 3 presenze) – L’antefatto: Difensore spagnolo dotato di buona tecnica, si mette in luce nel Tenerife e Zeman lo reputa perfetto per rinforzare la retroguardia giallorossa. Firma un quadriennale da un miliardo e mezzo, mentre al Tenerife ne vanno sei. In realtà César Gómez è il ripiego di una lista che include Nadal e Stam, che però non c’è verso di portare a Trigoria. Il misfatto: Un fantasma. César Gómez gioca tre partite (tre!) in circa quattro anni. Finisce ben presto fuori rosa e rifiuta di andarsene, restando fino a fine contratto da autentico turista nella capitale. L’epilogo: César Gómez si ritira dal calcio ed apre una concessionaria di automobili all’EUR. Indice di bidonaggine: 100% e lode

PS. Ci segnalano un aneddoto su César Gómez: pare che fu acquistato a causa di un disguido “tecnico”, in quanto Zeman si riferiva a Paz e non a lui quando rimase meravigliato da quel forte difensore in azione con la maglia del Tenerife. Scambio di persona!

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