Da Schiaffino a Sosa, la Top 11 degli uruguaiani in Serie A

ruben sosa
Sosa alza la Coppa UEFA del 1994

Dopo il clamoroso sorpasso della squadra svedese su quella tedesca – non ve lo aspettavate vero? – è arrivato il momento di far scendere in campo i migliori giocatori uruguaiani o uruguagi che dir si voglia. L’Uruguay, paese che ha vinto ben due mondiali, ha fornito alla Serie A i suoi due giocatori più rappresentativi degli anni ’50 (Ghiggia e Schiaffino), mentre negli anni ’90 abbiamo assistito ad un discreto esodo favorito dalla presenza di numerosi talenti. Senza indugi, ladies e gentleman, ecco la Top 11 degli uruguagi della Serie A!

Uruguay in Serie A (3-4-3) – Il trio difensivo è arcigno e permette di sopperire alle possibili papere di Muslera. Gargano fa da scudo a centrocampo, affiancato dal geniale Schiaffino che, da navigato regista, saprà innescare il rapido Ghiggia. Male che va, la passa a Recoba, ma a quel punto può succedere di tutto. Il trio offensivo è di prima qualità: la velocità di Fonseca, la potenza di Sosa e la velocità e la potenza di Cavani. Allenatore ovviamente El Maestro, ovvero Óscar Tabárez: l’attuale CT dell’Uruguay è stato troppo frettolosamente dimenticato dal calcio italiano, ma… ha saputo vendicarsi agli ultimi mondiali!

Fernando Muslera (Lazio 07-11) – L’esordio a San Siro contro il Milan è un naufragio: prende gol da tutte le parti e finisce per favorire il ritorno dell’highlander Ballotta tra i pali. Ma col tempo cresce ed acquisisce sicurezza, scalza il bidone Carrizo diventando un portiere più che dignitoso e conquistando pure la maglia della nazionale celeste. Passa al Galatasaray nell’ambito dell’affare che porta Cana alla Lazio. 96 presenze in Serie A. Voto: 6/10

Diego López (Cagliari 98-10 tra Serie A e B) – Omonimo ma nulla a che vedere con il portierino spagnolo del Milan: a livello di presenze questo López è il quinto di sempre con la maglia del Cagliari. Guida la difesa rossoblu con sapienza, in posizione centrale o come terzino. Dopo tanti anni diventa anche capitano ed in seguito persino allenatore. Attualmente guida il Bologna. Nel suo palmares figura la bella vittoria dell’Uruguay nella Copa America del 1995. 194 presenze e 3 gol in Serie A (conta anche 119/4 in B).Voto: 6/10

Gustavo Méndez (Vicenza 95-99, Torino 99-00; conta anche Torino 00-01 in Serie B) – Il Vicenza lo acquista dopo che Méndez si era aggiudicato la Copa America ’95. Lui ed il connazionale Marcelo Otero diventano i pilastri della squadra guidata da Guidolin, che vince una Coppa Italia e sfiora la finale di Coppa delle Coppe. Difensore centrale, terzino o mediano, dopo la retrocessione dei veneti passa al Torino dove raccoglie un’altra retrocessione finendo per tornare a giocare nel Nacional. Mondiali del 2002 anche per lui. 121 presenze e 3 gol in Serie A. Voto: 6/10

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Montero a gamba tesissima!

Paolo Montero (Atalanta 93-96, Juventus 96-05) – Il suo cruccio è aver perso ben tre finali di Champions con la maglia della Juventus, dove era arrivato nel 1996 a seguito di ottime prestazioni con la Dea. A Torino si conferma un difensore spietato (16 cartellini rossi in Serie A, primatista assoluto!) ma anche affidabile e dotato di buon senso tattico. Vince 4 scudetti e partecipa a Giappone-Corea 2002. 266 presenze e 3 gol in Serie A. Voto: 7/10

Walter Gargano (Napoli 07-12 e facente attualmente parte della rosa, Inter 12-13, Parma 13-14) – Pilastro del centrocampo celeste, Gargano ha una resistenza incredibile e diventa titolare anche nel Napoli, dopo le belle prestazioni con la casacca del Nacional. Dopo tante battaglie i partenopei lo girano in prestito all’Inter ed al Parma, dove non brilla e da quest’anno è di nuovo in forza ai biancoazzurri. Ha disputato due mondiali (2010 e 2014). 220 presenze e 5 gol in Serie A (dato aggiornato al 13.10.2014). Voto: 6,5/10

schiaffino e ghiggia
Schiaffino e Ghiggia in versione oriunda

Alcides Ghiggia (Roma 53-61, Milan 61-62) – Stranamente non viene mai citato tra i giocatori più importanti della storia della Roma, eppure Ghiggia è la stella dei giallorossi che vincono il primo ed unico trofeo internazionale della storia giallorossa, la Coppa delle Fiere nel 1961. Ala destra piccola ma immarcabile, è l’unico superstite di quell’Uruguay che vinse il Mondiale del 1950 (il famoso Maracanazo che distrusse i sogni dei tifosi brasiliani). Diventa capitano ma perde la fascia dopo uno scandalo sessuale: mette incinta una quattordicenne. Tra alti e bassi, Ghiggia – un Cassano ante litteram che in patria si becca otto mesi di squalifica per aver aggredito un arbitro – chiude la carriera vincendo uno scudetto da comprimario nel Milan e giocando qualche partita da oriundo con l’Italia. 205 presenze in Serie A e 19 gol. Voto 8/10

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Recoba cucciolo a Venezia

Álvaro Recoba (Inter 97-98 e 99-07, Venezia 99, Torino 07-08) – El Chino è indubbiamente uno dei giocatori più tecnici e talentuosi che abbiano mai calcato il palcoscenico della Serie A. Eppure non ha mai sfondato del tutto: l’Inter lo acquista dal Nacional e lo gira in prestito al Venezia, dove sembra possa diventare la stella del futuro segnando reti pazzesche. Moratti, che lo ama alla follia, lo blinda con un contratto faraonico: in nerazzurro Recoba rimane quasi dieci anni e ogni tanto segna gol mozzafiato, con tiri che battono le leggi della fisica, senza però riuscire a diventare il protagonista assoluto anche a causa di qualche acciacco fisico. A fine carriera vince due campionati dopo le tante delusioni dell’epoca Simoni-Lippi-Cuper che gli avevano permesso di vincere solo una Coppa UEFA, e chiude la sua esperienza in Italia giochicchiando nel Torino. Ancora attivo con la maglia del suo Nacional, nel 2002 ha partecipato ai Mondiali. 207 presenze e 65 gol in Serie A. Voto: 6,5/10

Juan Alberto Schiaffino (Milan 54-60, Roma 60-62) – Unico ed inimitabile, forse il giocatore più forte della storia del calcio uruguaiano. Protagonista assoluto a Brasile ’50, Interno sinistro o regista dalla tecnica perfetta, Pepe Schiaffino è un pennellone esile che mette la palla dove vuole: assist e gol fioccano e permettono al Milan di vincere tre scudetti ed una Coppa Latina. Dopo tanti successi, raggiunge Ghiggia nella capitale e si porta a casa la Coppa delle Fiere. Idolo in Uruguay – dove vince 5 campionati con la casacca del Peñarol – Schiaffino disputa anche 4 partite da oriundo con gli Azzurri. Indubbiamente, assieme a Liedholm è il centrocampista più forte del mondo in quegli anni. 188 presenze e 50 gol in Serie A. Voto: 9/10

Edinson Cavani (Palermo 07-10, Napoli 10-13) – Stellina del Danubio, Zamparini ci vede lungo e lo porta al Palermo, dove si mette in evidenza in breve tempo. La consacrazione arriva però con la maglia del Napoli: gol a grappoli e lo status di uomo-mercato rafforzato di mese in mese. Vince la Coppa Italia nel 2012, la classifica cannonieri nel 2013 e poi capisce che la Serie A gli va stretta: gli emiri lo portano nella Ligue 1 e conquista subito il titolo col PSG. Attaccante fortissimo fisicamente e tecnicamente, vince la Copa America del 2011 trascinando la Celeste. 213 presenze e 112 gol in Serie A. Voto: 9/10

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Fonseca con la maglia del Napoli

Daniel Fonseca (Cagliari 90-92, Napoli 92-94, Roma 94-97, Juventus 97-01, Como 02-03) – Attaccante rapido e di buona tecnica, dopo la convocazione per Italia ’90 il Cagliari lo porta in Serie A, e per due stagioni di fila si rivela il miglior marcatore dei sardi. Il Napoli, orfano del Pibe de Oro, punta su di lui per rinverdire i fasti appena passati e lui non delude, segnando persino cinque gol al Mestalla contro il Valencia in una gara di Coppa UEFA. All’apice del successo personale passa alla Roma, dove con Balbo forma una coppia d’attacco temibile. Nel 1995 si porta a casa la Copa America, ma per vincere qualcosa a livello di club deve attendere il passaggio alla Juventus, dove seppur da comprimario conquista il campionato del 97/98. Conclude la carriera con un breve flash a Como e diventa procuratore. 215 presenze e 78 gol in Serie A. Voto: 7/10

Rubén Sosa (Lazio 88-92, Inter 92-95) –…come? …cosa? Ruben Sosa! è il due aste che i tifosi della Lazio dedicano alla lora stella nel periodo in cui i biancocelesti escono fuori dal tunnel negativo degli anni ’80. Sosa, già da anni nazionale, è robusto ma abile nel dribbling e tira certe sveglie di sinistro che non ti dico. Dalla capitale passa all’Inter pre-Moratti, facendo coppia prima con Schillaci e poi con Bergkamp (giocando peraltro meglio di loro) e vincendo la Coppa UEFA. Alla soglia dei trent’anni, El Principito viene ceduto al Borussia Dortmund e conclude la carriera tra Spagna, Cina ed Uruguay: con la Celeste è riuscito a vincere ben due edizioni della Copa America, consacrandosi come uno dei migliori attaccanti sudamericani tra gli anni ’80 e ’90. 199 presenze ed 84 gol in Serie A. Voto: 7,5/10

Totale uruguaiani in Serie A: 74,5

Classifica aggiornata

  1. Svezia 81 pt.
  2. Germania 80 pt.
  3. Uruguay 74,5 pt.
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