Da Liedholm a Ibrahimovic, la Top 11 degli svedesi in Serie A

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Gunnar Gren, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm: il Gre-No-Li rossonero

Riprendiamo la nostra rubrica che ha, come umile intento, quello di scoprire quale nazione estera ha fornito più talenti alla Serie A. Dopo aver analizzato meticolosamente la Germania, oggi concentriamo la nostra attenzione sulla Svezia. Dalla Scandinavia, ridendo e scherzando, sono arrivati giocatori fortissimi (soprattutto negli anni ’50-’60): andiamo dunque a vedere se riescono persino a superare l’armata teutonica.

Svezia in Serie A (2-3-5) – Ci tocca rispolverare il modulo dei pionieri del pallone. La fragile difesa a due protetta dal fragilissimo Hedman potrebbe reggere se Gren, Ingesson e Liedholm (giocatore-allenatore, ovviamente) limitano le sortite offensive. Poi, con cinque animali da gol là davanti, basta superare la metà campo per far tremare i polsi a tutti.

Magnus Hedman (Ancona 04) – Peggio, molto peggio di Lehmann. Portiere della nazionale svedese, dopo buone stagioni al Coventry e tre anni da riserva nei Celtic arriva in Italia per sostituire Scarpi e salvare il derelitto Ancona “vintage” di Ganz, Hübner e Jardel. Perde subito il posto in favore di Marcon. Fine. 3 presenze in Serie A. Voto: 1/10

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Björklund in versione rockabilly

Joachim Björklund (Vicenza 95-96; Venezia 01-02) – Titolare fisso della nazionale svedese per quasi dieci anni, lo stopper Björklund disputa un’ottima stagione a Vicenza prima di accasarsi nei Rangers e nel Valencia. Dopo tanti successi, torna a Venezia e retrocede mestamente assieme ai connazionali Daniel Andersson e Lai. Pochi anni passati in Italia, ma gli diamo la sufficienza sulla fiducia. 51 presenze in Serie A. Voto 6/10

Olof Mellberg (Juventus 08-09) – La Juventus lo compra dopo le sue ottime prestazioni con le casacche di Racing Santander ed Aston Villa: resta solo una stagione, giocando da titolare in Champions e un po’ meno titolare in campionato. Dovevamo formare perlomeno un duo difensivo, così lo abbiamo aggiunto. 27 presenze in Serie A. Voto: 4/10.

Gunnar Gren (Milan 49-53, Fiorentina 53-55, Genoa 55-56) – Finalmente arriviamo al Gre-No-Li, il famoso trio di svedesi legato ai colori del MIlan! Gren è una mezzala di tecnica sopraffina, pilastro della nazionale che vince l’oro olimpico a Londra ’48 e raggiunge la finale di Svezia ’58 senza approfittarsi del fattore campo. Appesi gli scarpini al chiodo, si distingue come direttore tecnico della Juventus vincendo anche un tricolore. 217 presenze e 45 gol in Serie A. Voto: 8/10

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Ingesson (a sin.) insegue Cocard in un Bologna-Lione

Klas Ingesson (Bari 95-96/97-98, Bologna 98-00, Lecce 01; conta anche Bari 96-97 in B) – Fa parte della nidiata di ottimi giocatori svedesi che hanno disputato due mondiali nei primi anni ’90, conquistando il 3° posto ad USA ’94. Il Bari lo acquista dallo Sheffield Wednesday e lui non delude: duro a centrocampo e pericoloso negli inserimenti, si fa notare assieme al pennellone Kennet Andersson. Importante anche nel Bologna di Signori e dei connazionali Lucic (pallida meteora) e del solito Andersson, chiude a Lecce una carriera di ottimo livello. Da ricordare la Coppa UEFA vinta da giovane con la maglia dell’IFK Göteborg, nel 1987. Attualmente è costretto su una sedia a rotelle a causa dei postumi di un mieloma, ma continua ad allenare l’Elfsborg nel massimo campionato svedese. Daje Klas! 139 presenze e 10 gol in Serie A. Voto: 7/10

Nils Liedholm (Milan 48-61) – Uno dei più forti centrocampisti degli anni ’50 e del calcio svedese in generale. Il Barone è tecnicamente perfetto, potente fisicamente ed anche temibile in zona gol. Si narra che una volta Liedholm, dopo tante partite con la maglia del Milan, sbagliò clamorosamente un passaggio ed il pubblico di San Siro gli dedicò una standing-ovation: prima, a quanto pare, non era mai successo. Vince 5 scudetti con i rossoneri, di cui uno da allenatore, e conquista uno storico tricolore sulla panchina della Roma. 359 presenze ed 81 gol in Serie A. Voto: 10/10

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Hamrin, cannoniere viola

Kurt Hamrin (Juventus 56-57, Padova 57-58, Fiorentina 58-67, Milan 67-69, Napoli 69-71) – Occupa la settima posizione tra i migliori marcatori della storia della Serie A grazie ai suoi 190 gol segnati in 15 anni di attività in Italia. “Scartato” dalla Juventus che preferì Charles e Sivori come stranieri – all’epoca il limite era due – riesce ad imporsi nel Padova di Rocco, contribuendo con ben 20 reti al terzo posto raggiunto dai biancoscudati. Il meglio di sé lo dà a Firenze: con i viola segna valanghe di reti e vince due Coppe Italia ed una Coppa delle Coppe. I maggiori trionfi arrivano nel suo biennio al Milan, quando da maturo attaccante viene chiamato dal suo estimatore Rocco a dare il suo contributo. In rossonero arriva la conquista della Coppa dei Campioni, prima del canto del cigno a Napoli. Conta anche un argento conquistato a Svezia ’58. Ala destra veloce, con grande visione di gioco e senso del gol, a fine carriera si dedica al commercio di ceramica. Cosa volete di più? 400 presenze e 190 gol in Serie A. 9/10

Zlatan Ibrahimovic (Juventus 04-06, Inter 06-09, Milan 10-12) – Come Baggio e Serena, anche Ibra compie il tour delle big della Serie A: vince in tutto sei scudetti, ma quello bianconero è revocato. Il suo merito è quello di essere stato l’ago della bilancia della Serie A per molti anni, con la sua potenza unita ad una tecnica fuori dal comune. Carattere non facile, ha fame di vincere dopo un’infanzia difficile passata nel quartiere di Rosengård, dove vivono molti immigrati residenti a Malmö. Impossibile legarlo ad una squadra: quando capisce che ormai la Serie A gli va stretta parte prima per Barcellona e poi per Parigi, sperando sempre di vincere quella Champions che lo consacrerebbe tra gli immortali. 219 presenze e 122 gol in Serie A. Voto: 10/10

Gunnar Nordahl (Milan 49-56, Roma 56-58) – Dopo Piola e Totti è lui il miglior marcatore della storia della Serie A. Un autentico manzo (novanta chili per un metro e ottanta!), Nordahl mostra anche un’insospettabile agilità. Oro olimpico nel ’48, in nazionale segna addirittura 43 gol in 33 partite. In Italia assieme ai connazionali Gren e Liedholm conquista due campionati e due Coppe Latine, competizione antesignana della Coppa dei Campioni. Chiude la carriera da allenatore-giocatore della Roma. Muore nel 1995 ad Alghero. 291 presenze e 225 gol in Serie A. Voto 10/10

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Nacka Skoglund e ‘o Banco ‘e Napule Jeppson (foto tratta dal sito Hifhockeyhistoria.se)

Hasse Jeppson (Atalanta 51-52, Napoli 52-56, Torino 56-57) – Personaggio mitico. Calciatore e tennista, il capitano della nazionale svedese a Brasile ’50 arriva a Bergamo dal Charlton: l’obiettivo è salvare la squadra dalla retrocessione e Jeppson segna 22 gol in sole 27 partite. Diventa subito un uomo mercato ed il Napoli di Achille Lauro lo acquista per ben 105 milioni di lire, tanto che i tifosi partenopei lo soprannominano ‘o Banco ‘e Napule. In quattro stagioni con la maglia azzurra segna molti gol e ne sbaglia altrettanti: all’epoca a Napoli era persino diffuso l’epiteto mannaggia Jeppson! nella vita quotidiana. Nonostante compagni di squadra del calibro di Amadei e Vinicio, bisognerà aspettare Maradona per vedere il primo Scudetto in Campania. Jeppson si ritira dopo una stagione a Torino e resta in Italia dove muore, a Roma, lo scorso anno. 157 presenze ed 81 gol in Serie A. Voto: 8/10

Lennart Skoglund (Inter 50-59, Sampdoria 59-62, Palermo 62-63) – Trequartista col vizio del gol, Skoglund è una delle stelle di un’Inter Campione d’Italia due volte di fila (’53 e ’54). Abile dribblomane e dal piede mancino fatato, è tra i protagonisti di Svezia ’58. Dopo il ritiro lascia la famiglia italiana e torna a vivere in Svezia, dove muore di infarto a soli 46 anni a seguito di problemi di alcolismo. 325 presenze e 70 gol in Serie A. Voto: 8/10

Totale svedesi in Serie A: 81/110

Classifica aggiornata

  1. Svezia 81 pt.
  2. Germania 80 pt.
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