All’ombra del Titano: la storia della Nazionale della Repubblica di San Marino

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Davide Gualtieri (a sin.) esulta dopo il gol contro l’Inghilterra

Il palazzo dei congressi, sito nel centro di una elegante città francese, è gremito in ogni ordine di posto. Si abbassano le luci, ed il delegato UEFA si avvicina all’urna a testa bassa. Alle sue spalle, una fioca luce artificiale illumina il pannello dove si suppone che tra poco verrà proiettato qualcosa. Si attiva il meccanismo rotante dell’urna.

rull… rull… rull…

Nessuno segue col fiato sospeso l’evento. La platea è intenta a telefonare, smanettare con i tablet o dormire. I giornalisti sono distratti.

rull… rull… rull…

L’urna si ferma ed il delegato UEFA tira fuori una pallina metallica. Dentro c’è un biglietto. C’è scritto SAN MARINO. Il primo tassello delle qualificazioni per gli Europei viene estratto dalle nazionali dell’ultima fascia. Nessuno scatta foto, e l’urna riprende il suo ritmico moto circolare. Non importa quali altre squadre faranno compagnia al San Marino nel girone: probabilmente perderà tutte le partite, ed al massimo segnerà un paio di gol.

Questa breve introduzione funge da preludio al nostro articolo sulla Nazionale di calcio della Repubblica di San Marino. La federcalcio sammarinese ha visto la luce nel 1931, ma solo nel 1988 la nazionale ha ottenuto l’affiliazione FIFA e UEFA necessaria per giocare gare ufficiali. Da allora, la squadra ha totalizzato 123 partite ufficiali, vincendone solo una e perdendone 119, segnando 20 gol e subendone 532. Negli ultimi dieci anni di attività la “nazionale del Titano” ha sempre perso ed attualmente occupa l’ultima posizione (208) della classifica FIFA a pari merito col Bhutan. Statistica curiosa: la Nazionale Under-21 di San Marino ha vinto più partite della nazionale maggiore, ottenendo 3 successi (di cui 2 a tavolino).

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Massimo Bonini (a sin.)

Più che vittorie, dal 1990 – anno dell’esordio ufficiale – San Marino ha raccolto aneddoti e curiosità, che vale la pena di conoscere. La nazionale, che ha sempre potuto contare su un bacino di calciatori molto ridotto, nei primi tempi aveva giusto un paio di assi nella manica. Il primo era Massimo Bonini: per tanti anni è stato un pilastro del centrocampo della Juventus di Trapattoni, ma rifiutò di giocare con la Nazionale italiana in attesa che si costituisse quella sammarinese. Quando ciò avvenne, Bonini non era più giovanissimo ma disputò comunque 19 partite in casacca celeste, fornendo il proprio grande apporto di esperienza.

Il secondo talento purtroppo ebbe poca fortuna: Marco Macina (ex-ala di Bologna, Parma e Milan) negli anni ’80 era considerato un fenomeno, ma il carattere difficile ed un infortunio lo relegarono tra gli svincolati a soli 24 anni. Nel 1990 era fermo da un bel po’, ma la nazionale sammarinese gli diede l’opportunità di scendere in campo: lui si lamentò di toccare tre palloni a partita, alludendo alla scarsa qualità dei compagni, e dopo tre partite non giocò più. In generale, non solo col San Marino. Bonini e Macina sono stati gli unici nazionali sammarinesi ad aver giocato in Serie A.

Nonostante la squadra fosse (e tuttora è) composta perlopiù da dilettanti, dopo tre anni di sconfitte arrivò il primo glorioso pareggio contro la nazionale turca (0-0), ed un altro momento da raccontare ai nipotini. Ebbene si: il 17 novembre del 1993 San Marino disputò a Bologna un match di qualificazione per i Mondiali contro un’Inghilterra costretta a fare una barca di gol per sperare di passare il turno. Pronti via, il San Marino battè il calcio di inizio e si proiettò in avanti come se non ci fosse un domani. La difesa inglese sembrò controllare la situazione, ma Stuart Pearce – monolite soprannominato Psycho per il suo sguardo da carnefice – sbagliò un passaggio verso il portiere. Davide Gualtieri – ex-attaccante ed attualmente proprietario di un negozio di elettronica – si avventò come un furetto e spinse il pallone alle spalle di David Seaman. San Marino in vantaggio! Erano passati otto secondi di gioco: ancora oggi, Gualtieri detiene il record di marcatore più veloce in una partita ufficiale tra nazionali di calcio (clicca qui per vedere il video del gol).

Ah, la partita poi finì 1-7 per gli inglesi, che comunque non si qualificarono per i Mondiali.

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Sammarinesi in allenamento

E la prima vittoria? Parliamone. Il 28 aprile del 2004 allo Stadio Olimpico di Serravalle arrivò il Liechtenstein per disputare un’amichevole. Al 6’ segnò Andy Selva (di cui parleremo dopo) e… non successe altro, finì 1-0 per San Marino, al cospetto di una squadra che comunque schierava non solo Mario Frick ma anche numerosi giocatori del campionato svizzero. La vera impresa sarebbe potuta accadere nel 2007, quando San Marino ospitò la nazionale dell’Eire mantenendo fino al 94’ il risultato sull’1-1. Sembrava fatta: dopo il gol di Kilbane, il pareggio di Manuel Marani poteva regalare uno storico pareggio contro una nazionale più celebre ma che stava dormendo in piedi. Poi, al 95’ segnò Ireland e rimase solo la bella prestazione.

Ah, tornati a Dublino i giocatori irlandesi furono duramente cazziati dalla stampa.

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Andy Selva

La grande stella della nazionale è il già citato Andy Selva. Nato a Roma ma naturalizzato sammarinese, Selva ha segnato addirittura 8 gol in 66 partite con la maglia di San Marino: probabilmente neanche Van Basten avrebbe saputo fare di meglio. Specialista dei calci piazzati, dopo una lunga carriera di bomber nelle serie minori italiane ora gioca nel campionato sammarinese con la maglia de La Fiorita.

Questa è quindi la storia della nazionale sammarinese, composta da studenti, baristi, impiegati di banca e per tanti anni allenata da un insegnante di educazione fisica (mister Giampaolo Mazza). Una nazionale composta da persone comuni: vostro cugino che gioca in Eccellenza potrebbe scoprire di avere un antenato nato sotto il Monte Titano ed essere convocato per le prossime partite, ritrovandosi a contrastare Rooney, dribblare Schweinsteiger e tirare contro Casillas. Le micro-nazionali sono l’ultimo barlume di democrazia calcistica: non importa quanto sia piccola, la tua nazionale è un diritto.

Sarebbe bello che la UEFA organizzasse una specie di Europeo alternativo cui potrebbero partecipare solo San Marino, Liechtenstein, Andorra, Gibilterra, le Isole Far Oer, Cipro, Malta e Lussemburgo: sarebbe la giusta ribalta per questi dilettanti che ogni tanto riescono ad infrangere record mondiali. Il prossimo Gualtieri potresti essere tu!

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